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    Home » Politica » Cosa resta in gioco negli ultimi scampoli della legislatura europea

    Cosa resta in gioco negli ultimi scampoli della legislatura europea

    A poco più di due mesi dalle elezioni europee del 6-9 giugno, mancano ancora da finalizzare diverse proposte avanzate dalla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. È soprattutto sul Green Deal che si gioca la partita, che nella prossima legislatura rischia di venire fortemente ridimensionato

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    29 Marzo 2024
    in Politica
    legislatura ue

    Bruxelles – Con la legislatura europea agli sgoccioli, arriva il tempo di tracciare i primi bilanci. Dal 2019 a oggi, la Commissione europea targata Ursula von der Leyen è riuscita a finalizzare 305 proposte, e di dossier vicini all’adozione ne rimangono ancora poco meno di 100. Delle sei priorità politiche delineate nel mandato – Green Deal, Europa Digitale, un’economia a sostegno delle persone, un’Ue più forte nel mondo, la promozione dello stile di vita europeo e un nuovo slancio alla democrazia dell’Ue – i risultati più importanti ancora in bilico rientrano quasi tutti nell’ambito dell’ambizioso Patto verde.

    “La maggior parte delle iniziative previste dalla comunicazione del 2019 sul Green Deal europeo sono state realizzate e molte sono già state approvate diventando legge”, aveva rivendicato l’Esecutivo Ue nel documento programmatico per il 2024 adottato lo scorso ottobre. Avvertendo al contempo che “è indispensabile raggiungere rapidamente un accordo sulle proposte rimanenti per mantenere l’Unione sulla strada della neutralità climatica”.

    Green Deal, resta irrisolto il nodo sulla legge per il ripristino della natura

    Tra i file in dirittura d’arrivo, su cui Parlamento e Consiglio hanno già siglato un accordo provvisorio, la riforma del mercato dell’energia elettrica, la revisione della direttiva sulla qualità dell’aria, la direttiva sul packaging e la revisione degli standard di emissioni di CO₂ per i nuovi veicoli pesanti. Su tutti questi, l’Eurocamera è chiamata a dare l’approvazione formale ai testi usciti dai triloghi nel corso delle due plenarie di aprile, le ultime prima della corsa verso l’appuntamento elettorale del 6-9 giugno.

    Discorso a parte merita la legge europea per il ripristino della natura, con gli ambasciatori degli Stati membri che non hanno ancora dato il via libera all’accordo interistituzionale di novembre 2023 nonostante l’approvazione formale del testo già passata a Strasburgo. Per quanto la presidenza di turno belga del Consiglio dell’Ue abbia assicurato che “lavorerà duramente nelle prossime settimane per trovare possibili vie d’uscita da questa situazione di stallo”, che la prima legislazione europea sul ripristino degli ecosistemi naturali diventi realtà è tutt’altro che scontato.

    Dopo aver ritirato la proposta per ridurre l’utilizzo dei pesticidi nel bel mezzo delle sollevazioni degli agricoltori, la Commissione si è tirata indietro anche sulla revisione mirata del regolamento REACH sulle sostanze chimiche, sulla nuova normativa sul benessere degli animali, sul quadro di sostenibilità alimentare e sul discusso Nutriscore, inviso in particolare all’Italia. Il programma di lavoro per il 2024 prevedeva inoltre un’iniziativa sulla resilienza idrica per “garantire l’accesso all’acqua ai cittadini, natura e all’economia, affrontando al contempo le inondazioni catastrofiche e la carenza d’acqua”. Ma l’esecutivo von der Leyen l’ha eliminata dall’agenda dei prossimi mesi.

    Gli altri file da chiudere. Primo fra tutti il Patto sulla migrazione e l’asilo

    Alla seconda sessione plenaria di aprile, Bruxelles spera inoltre di vedere finalmente chiudersi il capitolo sul nuovo Patto per la migrazione e l’asilo. I quindici pacchetti del nuovo sistema comune di gestione delle migrazioni hanno attraversato tutta la legislatura e il Parlamento europeo dovrà ora dare la benedizione finale a quelli rimanenti – nonostante sia rimasto ben poco dei testi su cui si basavano i mandati negoziali dell’Eurocamera. Sarà il momento della verità anche per la direttiva Ue sulla due diligence in materia di sostenibilità aziendale: gli Stati membri hanno cambiato le carte in tavola ad accordo già raggiunto e la sua approvazione finale da parte degli eurodeputati non è dunque così scontata.

    Quanto all’Europa Digitale, manca ancora l’annunciata proposta di una legge europea sullo spazio, che istituisca regole per la gestione del traffico spaziale, ma anche su come mantenere sicure le infrastrutture spaziali critiche dell’Ue. E infine, un’iniziativa per aprire la capacità dei supercomputer europei a start-up di intelligenza artificiale etiche e responsabili.

    Tags: commissione europeaelezioni europeeeuropee24

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