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    Home » Cronaca » Gli atenei d’Europa si sollevano per fermare il genocidio a Gaza, la presidente dell’Eui: “Garantire spazio di discussione”

    Gli atenei d’Europa si sollevano per fermare il genocidio a Gaza, la presidente dell’Eui: “Garantire spazio di discussione”

    Sulla scia delle violente proteste nelle università americane, gli studenti di mezza Europa denunciano la complicità delle istituzioni a vari livelli con Israele. Tensioni anche all'Istituto Universitario Europeo di Firenze, la presidente Nanz: "Distinguere tra vari appelli e slogan e le loro profonde radici nella difesa della pace"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    17 Maggio 2024
    in Cronaca, Politica Estera
    gaza eui

    Students occupying Gent University gather during an action organized by "End Fossil Ghent" and "Ghent Students For Palestine" in Ghent, on May 6, 2024. (JAMES ARTHUR GEKIERE / Belga / AFP) / Belgium OUT

    Bruxelles – Dalle università americane agli atenei di tutta Europa. Le proteste studentesche contro la guerra di Israele a Gaza si sono propagate a macchia d’olio, fino a raggiungere l’Istituto universitario europeo (Eui) di Badia Fiesolana, alle porte di Firenze. E hanno costretto la presidente dell’ente di studio e di ricerca finanziato dagli Stati Ue, Patrizia Nanz, a prendere posizione: “Intendo garantire uno spazio in cui docenti e ricercatori possano porre tutte le domande“, ha assicurato la politologa tedesca in difesa dei manifestanti.

    Da Berlino a Roma, da Parigi a Barcellona, passando da Cambridge e Helsinki, numerosi gruppi studenteschi stanno protestando contro l’intervento militare israeliano nella Striscia di Gaza e contro la presunta complicità dei Paesi del blocco Ue. A Bruxelles, la tensione rimane alta sia all’Université libre de Bruxelles (ULB), con alcuni studenti che hanno aggredito il leader del sindacato degli studenti ebrei durante un’azione di protesta, sia all’Università fiamminga (VUB), dove per giorni è stato occupato un edificio dell’ateneo.

    Proprio la VUB ha deciso di interrompere un progetto di ricerca sull’intelligenza artificiale con due organizzazioni israeliane. Seguita dall’Università di Ghent, il cui rettore ha annunciato di voler chiudere la cooperazione con tre organizzazioni israeliane partner dell’ateneo, coinvolte nella produzione di equipaggiamento militare o direttamente collegate al governo di Tel Aviv.

    A Firenze – e in diverse città italiane – è cominciata l’Intifada studentesca, con gli allievi delle università italiane e internazionali accampati in Piazza San Marco per chiedere di fermare il genocidio a Gaza. Nel manifesto, rilanciato anche dall’Unione dei ricercatori dell’Eui, gli studenti chiedono con urgenza che ogni università si esponga pubblicamente per il cessate il fuoco e contro l’invasione israeliana di Rafah. Ma non solo: pretendono che le università rendano pubbliche le proprie attività economiche, che “disinvestano e taglino i ponti con qualsiasi organizzazione complice del genocidio“, e che intraprendano nuove iniziative per ospitare e supportare l’istruzione e la ricerca a Gaza.

    La presidente dell’Eui, Patriza Nanz [Ph: European University Institute]
    Nella giornata di ieri (16 maggio), mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ne discuteva con gli studenti della Sapienza alla cerimonia per i laureati, il Consiglio Accademico dell’Eui – l’organo che rappresenta tutti i professori dell’istituto – ha pubblicato una dichiarazione di ferma condanna delle violenze contro i civili in Medio Oriente, in cui ha chiesto un cessate il fuoco immediato e la liberazione degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas. Ma soprattutto, l’Eui si è impegnato a garantire che l’Istituto “rimanga uno spazio sicuro per tutti, in particolare i suoi studenti e ricercatori, per esprimere liberamente le proprie opinioni e intraprendere proteste pacifiche”.

    La stessa presidente si è poi esposta personalmente: “In qualità di Presidente dell’Istituto Universitario Europeo, intendo garantire uno spazio in cui docenti e ricercatori possano porre tutte le domande, anche quelle che mettono in discussione ciò che diamo per scontato, purché ciò avvenga con rigore intellettuale e rispetto della dignità delle persone coinvolte”, ha dichiarato Nanz. Spronando chi nel mondo politico e accademico si è immediatamente opposto alle proteste a “distinguere tra i vari appelli e slogan che emergono da queste proteste – alcuni dei quali possono non essere condivisi – e le loro profonde radici nella difesa della pace, dello Stato di diritto e della vita umana“.

    Tags: euigazaisraelePatrizia nanz

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