Bruxelles – Quattordici su 27. Questo il computo degli Stati membri dell’Unione europea che si sono espressi per un riconoscimento della Palestina come stato. Numeri che danno la dimensione della complessità della questione arabo-israeliana, che a distanza di quasi 80 anni – da quando cioè; nel 1948, la comunità internazionale decise di creare Israele – continua a dividere.
Per l’Unione europea il tema del riconoscimento dello stato palestinese è praticamente nuovo. E’ vero che sette dei 14 Paesi membri che oggi riconoscono la Palestina lo hanno già fatto nel 1988, ma quando tutti erano ancora Paesi extra-europei. Il primo Stato membro UE in quanto tale a rompere un tabù è stata la Svezia, che nel 2013 è diventata l’ottavo Paese a schierarsi apertamente con i palestinesi, e il primo dall’interno del club a dodici stelle.
Questa estate gli annunci resi da Francia e da Malta di voler aggiungersi alla lista proiettano l’Ue in una dimensione nuova, di divisione, certo, ma con una tendenza di inversione, confermata anche dal governo del Belgio, anch’esso pronto e disposto a riconoscere la Palestina come Stato. A settembre 2025, quando Malta e Francia ufficializzeranno la loro decisione, gli Stati Ue a riconoscere la Palestina diventeranno 14 su 27, la maggioranza degli Stati membri dell’Ue.
Riconoscimento dello stato palestinese nell’Ue, l’evoluzione
- – 1988: Bulgaria, Cipro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Ungheria (7)
- – 2013: Svezia (8)
- – 2024: Spagna, Slovenia, Irlanda (11)
- – 2025: Francia, Malta e Belgio (14)
![[foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/08/ue-palestina-750x375.png)










