Bruxelles – Facebook, Instagram, TikTok: i social media fanno male alla salute mentale dei giovani? Non si può dire, non c’è evidenza scientifica che lo dimostri. A questa conclusioni sono giunti i ricercatori delle università di Anversa e Gent, al termini di studi che non hanno portato a nulla. I ricercatori hanno esaminato circa 40 pubblicazioni recenti sugli effetti dell’uso dei social media tra gli adolescenti e hanno riscontrato risultati molto contrastanti. Alla luce di questi esiti così doversi tra loro non è stato possibile stabilire una chiara relazione causale tra l’uso dei social media e il benessere mentale. Insomma: non vi sono prove scientifiche sufficienti che provi la nocività dell’utilizzo delle popolari piattaforme.
Il fatto che non è stato dimostrato l’impatto negativo sul benessere mentale dei giovani non significa che stare su internet faccia bene. “C’è anche la tendenza a presumere un impatto puramente negativo quando, in realtà, l’effetto è spesso molto limitato o addirittura assente”, precisa Ernst Koster, psicologo clinico presso l’Università di Gent e autore principale dello studio, alla stampa belga fiamminga. “Ecco perché abbiamo incluso anche raccomandazioni su come migliorare la ricerca futura”.
Studio e raccomandazioni potranno tornare certamente utili anche alla Commissione europea, che sui social media e il loro impatto sulla salute mentale degli adolescenti ha accesso i riflettori da un po’ di tempo. A Bruxelles si teme che gli algoritmi elaborati da Instagram, TikTok, Facebook e affini possano produrre dipendenze comportamentali e creare effetti ‘tana di coniglio’, vale a dire distaccamento dalla realtà.
L’equipe di ricercatori universitari si permette di dare un suggerimento: il social media potrebbe non essere un male di per sé ma potrebbe essere un mezzo che finisce per amplificare problematiche personali. Ad esempio, spiega Koster, “se qualcuno si sente vulnerabile riguardo alla propria immagine e si confronta costantemente con le foto delle vacanze degli amici, questo potrebbe farlo sentire peggio”.



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