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    Home » Politica Estera » Gas russo, c’è chi lo vorrebbe ancora. Il ministro di Orban alla Settimana dell’energia a Mosca

    Gas russo, c’è chi lo vorrebbe ancora. Il ministro di Orban alla Settimana dell’energia a Mosca

    Il ministro degli Esteri dell'Ungheria Peter Szijjártó spara a zero sull'UE: "Come può definire diversificazione la chiusura dell'oleodotto che ci collega con la Russia?". Domani la proposta legislativa per vietare i contratti entro il 2027 al vaglio delle commissioni competenti all'Eurocamera

    Enrico Pascarella di Enrico Pascarella
    15 Ottobre 2025
    in Politica Estera
    gas russo

    Bruxelles – Il gas russo è sempre più lontano dalle case degli europei, ma c’è chi non si rassegna al percorso intrapreso con decisione da Bruxelles. La proposta di vietare tutti i contratti con il Cremlino entro la fine del 2027 entra nel vivo: domani si esprimerà la commissione competente dell’Eurocamera, ed un gruppo di soliti noti è pronto ad opporsi. Nel frattempo, Ungheria e Slovacchia continuano a promettere ostruzionismo al Consiglio dell’Ue.

    Oggi, 15 ottobre, il ministro degli Esteri e del commercio dell’Ungheria Péter Szijjártó era a Mosca per la Settimana dell’energia. Il messaggio recapitato a Bruxelles è forte e chiaro: nessuna intenzione di chiudere i rubinetti del gas russo. Una posizione in netto contrasto con quella della Commissione europea, che a maggio aveva presentato una roadmap per la piena indipendenza energetica entro il 2027.

    Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto

    L’opposizione in Parlamento

    Sul fronte parlamentare, la fronda dei contrari può contare sulla delegazione del Movimento 5 Stelle. In una nota diffusa oggi e firmata da tre eurodeputati (Danilo Della Valle, Gaetano Pedullà e Dario Tamburrano) si legge che “il Parlamento europeo si appresta a votare un provvedimento che pone fine all’import del solo gas russo, senza considerare le gravi conseguenze sul mercato dell’energia”.

    Secondo il Movimento, la riduzione iniziata nel 2022 con l’incursione russa in Ucraina ha avuto effetti solo negativi per l’Italia. “Nell’intero 2024 – prosegue il comunicato – il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia è stato di 108,5 euro/MWh, contro i 58 della Francia e i 63 della Spagna: questo si traduce in un salasso, specialmente per le piccole e medie imprese”. Una disparità dovuta alla forte dipendenza italiana dal gas russo. Per gli uomini di Giuseppe Conte, il provvedimento è una decisione “suicida” e serve solo a “sostituire la nostra dipendenza dal gas russo con una nuova dipendenza da quello naturale liquefatto (GNL) proveniente dagli Stati Uniti”.

    In effetti, lo sprone ad accelerare il processo di isolamento energetico da Mosca è arrivato direttamente da Washington. Il presidente americano Donald Trump aveva dichiarato nel suo discorso alle Nazioni Unite che “è imperdonabile che i Paesi della NATO non abbiano tagliato gran parte dell’energia russa”, aggiungendo che, non a torto, combattere la Russia in questo modo significa “perdere tempo”.

    La visita a Mosca

    Negli strani percorsi della politica, per cui una volta si era trumpiani (i grillini) e ora un po’ meno, l’Ungheria del primo ministro Viktor Orbán ha scelto sempre di restare vicino al tycoon. Non su tutto però. Le argomentazioni di americane sull’autonomia energetica da Mosca non piacciono affatto a Budapest.

    Una posizione ribadita oggi dal ministro degli Esteri ungherese. In visita per la seconda volta a Mosca dopo l’invasione del 2022, Szijjártó ha dichiarato: “Il mio compito è garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico del Paese. Senza la Russia, questo sarebbe fisicamente impossibile”, aggiungendo con ironia: “Come può affermare Bruxelles che chiudere un gasdotto sia diversificazione?”.

    Cutting one of our two oil pipelines is not diversification. It’s insanity. Our decisions on energy supply will always follow one principle: the Hungarian national interest. pic.twitter.com/lGz4Jvlw16

    — Péter Szijjártó (@FM_Szijjarto) October 15, 2025

    Attorniato da ministri provenienti da Corea del Nord, Afghanistan e Venezuela, ha risposto con soddisfazione alla domanda del moderatore: “Cosa prova a essere l’unica persona sana all’interno dell’Unione Europea?”. La risposta è stata netta: “Non dimentichiamoci della Slovacchia e degli amici della Repubblica Ceca, che hanno come primo ministro un patriota”. Più tardi ha poi aggiunto: “Ci sono diversi Stati che sono dalla nostra parte, ma non possono esprimere pubblicamente questa opinione”.

    Un’allusione vaga e provocatoria, all’interno di una visita che non è piaciuta affatto alle istituzioni europee. La portavoce della Commissione europea, Anitta Hipper, ha chiarito: “Tutti gli incontri bilaterali dei membri dell’Unione dovrebbero rispettare la posizione dell’UE”, ricordando inoltre che “essere a Mosca adesso non è il giusto messaggio da recapitare a Putin, perché tempi e contesti contano”.

    Tags: consiglio europeogas russoMovimento 5 stellePeter Szijjarto

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