Bruxelles – Meno treni regionali e più treni ad alta velocità (TAV), potenziando la rete esistente così da permettere spostamenti più rapidi e un’integrazione più competitiva. La Commissione europea intende ripensare la mobilità su rotaia e prova a rilanciarla con una strategia a prova di futuro green. Lo fa con una comunicazione, testo non legislativo, contenente le idee che si condividono con gli Stati membri, a cui si chiede un aiuto, soprattutto da un punto di vista finanziario. Perché le intenzioni ci sono, ma mancano le coperture.
E’ questo probabilmente il dato più critico di una strategia che rischia di rimanere una scatola vuota. Costruire e ammodernare l’infrastruttura ferroviaria ad alta velocità richiede “ingenti investimenti a lungo termine”, riconosce lo stesso esecutivo comunitario. Le stime indicano che il completamento della rete TEN-T ad alta velocità pianificata entro il 2040 costerà circa 345 miliardi di euro, mentre una rete più ambiziosa che operi a velocità molto elevate (ben oltre i 250 km/h) potrebbe costare fino a 546 miliardi di euro entro il 2050. “I soli finanziamenti pubblici non saranno sufficienti” a soddisfare l’ingente fabbisogno di investimenti, avvertono a Bruxelles. Saranno necessari finanziamenti dell’UE per reperire finanziamenti da altre fonti pubbliche e private, serviranno prestiti e garanzie da parte di istituzioni finanziarie, come la Banca europea per gli investimenti (BEI) e le banche e gli istituti di promozione nazionali.
Di fronte a tutto questo la Commissione promette che “elaborerà una strategia di finanziamento” e assicura che “avvierà un dialogo strategico con gli Stati membri, le istituzioni finanziarie e altri soggetti interessati chiave per colmare il divario di investimenti”, con l’obiettivo di raggiungere un ‘accordo ferroviario ad alta velocità’ nel 2026 con gli impegni congiunti per mobilitare risorse tra tutti questi attori. Insomma: un effetto annuncio legato a promesse e buoni auspici.
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L’UE ad alta velocità, le intenzioni della Commissione
L’UE che viaggia su rotaia a Bruxelles per il 2035 viene concepita così: collegamento Roma-Monaco in sei ore anziché le attuali nove e mezza (-3:30 ore), la tratta Berlino-Praga via Vienna in 4 ore e 30 anziché le oltre otto ore necessarie oggi, Madrid-Parigi in sei ore anziché nove ore e mezza. Per permettere tutto ciò si punta ad un massiccio potenziamento delle infrastrutture, nel rispetto dei suggerimenti contenuti nel rapporto Letta e la necessità di potenziare il mercato unico. Il piano prevede innanzitutto di collegare i principali nodi a velocità pari o superiori a 200 km/h. Il resto è tutto un quadro da definire, ma le idee non mancano.
La strategia di finanziamento serve e va trovata, e su questo la Commissione promette di tornarci. Entro il 2027 si intende eliminare tutte le strozzature delle reti tra Stati membri. Per attrarre il capitale privato si guarda ad un “contesto normativo più attraente”, da declinare in semplificazione, aiuti di Stato, o nuove legislazioni. Quale che sia l’opzione finale, si intende legiferare per sostenere la rivoluzione su rotaia, che passa anche per il sostegno a “un mercato dell’usato per il materiale rotabile”, gestione digitale dei sistemi di biglietteria e di traffico ferroviario, potenziamento dei sistemi di prenotazioni tra Paesi membri. Servirà poi un maggior e miglior coordinamento tra le i gestori delle infrastrutture.

Il nodo biglietti
Treni ad alta velocità sono spesso associati a tariffe elevate. La Commissione europea ritiene che così non sarà più, poiché da un potenziamento del servizio deriverà un aggiustamento al ribasso dei costi. Intanto per inizio 2026 è prevista una proposta legislativa di modifica del regolamento sui diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario, volta a garantire che quanti acquistano il biglietto in un’unica transazione su un’unica piattaforma siano tutelati per l’intero viaggio, indipendentemente dal numero di operatori o Paesi coinvolti. Si inizia dunque con garanzie, tutele e miglioramenti per incentivare l’uso della TAV e creare una domanda tutta nuova.
Il settore festeggia
“Il piano annunciato oggi dalla Commissione avvicinerà gli europei, in un’economia più verde, più forte e più competitiva”, scrive in una nota la Comunità delle imprese ferroviarie e delle infrastrutture europee (CER), che “accoglie con favore questa iniziativa e loda la Commissione europea per la sua ambizione”. La CER rivendica di aver “lavorato intensamente negli ultimi quattro anni alla realizzazione di un piano generale per l’alta velocità ferroviaria” e si dicono “pronti a contribuire alla concretizzazione di questa visione”.
![Un treno ad alta velocità Freccia Rossa [imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/11/Imagoeconomica_1331722-750x375.jpg)










