Bruxelles – La nuova stagione del procurement NATO è stata al centro dell’ultimo appuntamento del ciclo “ICE Ascolta l’Europa”. L’incontro, organizzato dall’Ufficio ICE di Bruxelles in collaborazione con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso la NATO, ha offerto una lettura approfondita delle regole che stanno ridefinendo il modo in cui l’Alleanza atlantica acquista beni, servizi e tecnologie.
Il direttore dell’Ufficio ICE di Bruxelles, Tindaro Paganini, ha aperto i lavori sottolineando come lo scenario sia in piena evoluzione. L’Alleanza ha infatti adottato nuove procedure che rispondono alla necessità di un sistema di appalti più agile, in linea con l’evoluzione tecnologica e con l’esigenza di accelerare l’acquisizione di capacità strategiche. “La politica di procurement della NATO è stata completamente riaggiornata quest’anno, ci sono tutta una serie di procedure nuove che è essenziale che le aziende italiane conoscano alla perfezione”, ha affermato Paganini.

Daniela Veletta, rappresentante dell’Italia nel Comitato Investimenti NATO, ha illustrato le novità introdotte con la nuova policy e con il nuovo documento di procedure, destinati a unificare e semplificare regole che in passato differivano tra bilancio di esercizio e programmi d’investimento. Una semplificazione attesa da anni e resa necessaria dall’obiettivo – fissato al Summit di Madrid del 2022 – di incrementare gli investimenti comuni e accelerare le decisioni entro il 2030.
Veletta ha spiegato come le nuove procedure puntino a rendere i processi più rapidi, trasparenti e orientati alla performance, lasciando alle stazioni appaltanti un margine di scelta più ampio rispetto al passato. Tra le innovazioni più significative spicca il ricorso esteso agli accordi quadro, uno strumento che consente di effettuare ordinativi più veloci per materiali e servizi di uso ricorrente, riducendo drasticamente i tempi di attesa. Cambiano anche le soglie finanziarie: sotto 1,6 milioni di euro non sono più necessarie autorizzazioni centrali.
Un capitolo importante riguarda la dichiarazione di idoneità delle imprese partecipanti, che – grazie anche alla posizione sostenuta dall’Italia – continuerà a essere rilasciata dalle autorità nazionali, garantendo un sistema più controllato e affidabile. La documentazione di gara potrà inoltre essere corretta anche dopo la scadenza, come già avviene nel diritto europeo, senza penalizzare l’offerta tecnica o economica. Rivisti anche i meccanismi di gestione delle controversie, ora più snelli e affidati a organismi interni NATO con tempistiche ridotte.
Dopo l’intervento di Daniela Veletta, il Consigliere Massimo Gaudiano dell’ufficio di Rappresentanza italiana presso la NATO, ha posto l’accento sul ruolo delle imprese italiane in un contesto in cui le priorità della NATO stanno rapidamente cambiando. Cloud, spazio, cyber, droni e sistemi anti-drone rappresentano oggi ambiti centrali e richiedono la partecipazione attiva anche di PMI e startup. La Rappresentanza, ha ricordato, continuerà a sostenere il tessuto imprenditoriale attraverso incontri tematici e presentazioni alle unità NATO competenti, mentre, in attesa della messa a punto del portale unico del procurement, le gare rimarranno pubblicate sui siti istituzionali nazionali e delle stazioni appaltanti.
Il seminario odierno rappresenta la chiusura del triennio di lancio del progetto “ICE Ascolta l’Europa”, volto a consolidare il ruolo dell’Ufficio ICE di Bruxelles come punto nodale per l’interazione tra imprese italiane, Unione Europea e NATO. Negli ultimi tre anni sono stati organizzati 20 seminari su temi strategici, che hanno visto il coinvolgimento di oltre 50 relatori istituzionali e più di 700 rappresentanti aziendali.


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