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    Home » Politica Estera » Gaza, per Kallas “non c’è giustificazione per il deterioramento” della crisi umanitaria

    Gaza, per Kallas “non c’è giustificazione per il deterioramento” della crisi umanitaria

    L'Alta rappresentante UE in visita in Egitto rinnova le critiche a Israele per la revoca delle autorizzazioni a 37 ong che operavano a Gaza. Per il Cairo è necessario accelerare sulla fase due del piano di pace

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    8 Gennaio 2026
    in Politica Estera
    L'Alta rappresentante UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, al Consiglio Difesa, 1/12/25 [Credits: EU Council]

    L'Alta rappresentante UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, al Consiglio Difesa, 1/12/25 [Credits: EU Council]

    Bruxelles – In Egitto per una serie di incontri ai massimi livelli, l’Alta rappresentante UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha riconosciuto che la situazione a Gaza resta “estremamente grave” e che “non c’è giustificazione per il deterioramento della situazione umanitaria fino al livello attuale”. Il suo omologo egiziano, Badr Abdelatty, ha chiesto all’Unione europea di impegnarsi a garantire l’attuazione della seconda fase del piano di pace elaborato dall’amministrazione americana.

    Nel confronto a 360 gradi tra il capo della diplomazia UE e il ministro degli Esteri egiziano – sabato Kallas incontrerà il presidente Abdel Fattah al-Sisi -, la questione mediorientale resta una priorità. “Hamas si rifiuta di disarmare, blocca i progressi verso le prossime fasi del piano di pace – ha denunciato Kallas -, e allo stesso tempo Israele sta limitando le ong internazionali mettendo a serio rischio l’accesso agli aiuti umanitari”. Dall’inizio del nuovo anno, Tel Aviv ha revocato l’autorizzazione ad accedere alla Striscia di Gaza a 37 organizzazioni. In un momento in cui, complice un inverno molto rigido, centinaia di migliaia di sfollati palestinesi sono esposti a piogge intense e a un calo vertiginoso delle temperature.

    Già ieri, in una dichiarazione congiunta con la commissaria UE per il Mediterraneo, Dubravka Suica, e con la commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, Kallas aveva invitato Israele a non applicare la legge sulla registrazione delle organizzazioni non governative nella sua forma attuale, sottolineando che “senza queste ong internazionali, gli aiuti umanitari non possono essere forniti nella misura necessaria per evitare ulteriori perdite di vite umane a Gaza”.

    Il Cairo, mediatore fondamentale nel raggiungimento del cessate il fuoco lo scorso 8 ottobre, ha insistito sulla necessità di distribuire gli aiuti umanitari, medici e di soccorso “in quantità sufficienti e senza restrizioni, soprattutto alla luce delle rigide condizioni invernali” per alleviare le sofferenze della popolazione.

    A tre mesi dalla fine dei bombardamenti a tappeto israeliani, e nonostante il cessate il fuoco sia stato violato centinaia di volte – proprio oggi sette persone, tra cui quattro bambini, sarebbero rimasti uccisi nei raid condotti da Tel Aviv – Abdelatty ha chiesto di accelerare sulla fase due del piano, che prevede la formazione del Comitato tecnico per la governance della Striscia e il dispiegamento di una Forza Internazionale di Stabilizzazione per garantirne la sicurezza. Sono “necessari all’avvio della ripresa e della ricostruzione”, ha sottolineato. Per Kallas “è importante procedere senza ritardi”, perché “qualsiasi vuoto di potere andrà solo a vantaggio degli estremisti”.

    Tags: badr abdelattyegittogazaisraelekaja kallas

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