Bruxelles – Mercoledì sera (15 gennaio) gli Stati Uniti hanno annunciato l’inizio della seconda fase dell’accordo di pace tra Israele e Hamas per la Striscia di Gaza. Quella che prevede, tra le altre cose, la smilitarizzazione di Hamas, il ritiro delle truppe israeliane, lo schieramento di una forza di stabilizzazione internazionale e la creazione di un comitato tecnico palestinese per l’amministrazione del territorio. Solo su quest’ultimo punto, si registrano dei passi avanti. “Attendiamo con interesse l’attuazione dell’intero piano di pace”, ha sottolineato la Commissione europea in una nota.
L’annuncio è stato dato sui social media dall’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, che non ha però fornito alcun dettaglio, né i nomi dei potenziali membri del comitato per l’amministrazione di Gaza. Secondo il piano in 20 punti redatto da Washington, il comitato dovrà essere supervisionato da un ‘Consiglio di pace’, guidato da Donald Trump e composto da capi di stato e osservatori internazionali. Con un comunicato congiunto, Egitto, Qatar e Turchia hanno specificato che il comitato di tecnici palestinesi sarà composto da 15 persone e guidato da Ali Shaat, un ex viceministro dell’Autorità nazionale palestinese (ANP).
La Commissione europea ha “accolto con favore l’annuncio dell’avvio della seconda fase del piano in 20 punti degli Stati Uniti per porre fine al conflitto a Gaza, approvato dalla risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e in particolare la nomina di un comitato nazionale palestinese per l’amministrazione di Gaza con il sostegno dell’Autorità palestinese“.
Hamas ha dato il proprio appoggio alla formazione del comitato per l’amministrazione di Gaza. Il governo israeliano ha accettato l’inizio della seconda fase, anche se il premier Benjamin Netanyahu l’ha definita “una mossa formale”, che non cambierà in definitiva i piani di Israele nella Striscia.
Nella fase uno, le forze israeliane si sono ritirate su una linea di tregua che ha permesso a Tel Aviv di mantenere il controllo del 58 per cento della Striscia di Gaza. Dal 10 ottobre, data del cessate il fuoco, i bombardamenti israeliani su Gaza sono diminuiti, ma non cessati. Circa 450 palestinesi sono stati uccisi in questi tre mesi, e non è stato raggiunto alcun accordo sul disarmo di Hamas.
Witkoff ha assicurato che la seconda fase darà inizio alla “completa smilitarizzazione e ricostruzione di Gaza, in primo luogo il disarmo di tutto il personale non autorizzato”. Si sa molto poco inoltre di un altro punto fondamentale della fase due, quello che riguarda lo schieramento di una forza di sicurezza internazionale nella Striscia. L’Unione europea si è detta “pronta a continuare a sostenere la pace a Gaza attraverso i suoi strumenti umanitari, di sicurezza, diplomatici e di cooperazione”.


![L'Alta rappresentante UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, al Consiglio Difesa, 1/12/25 [Credits: EU Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/12/d0bea0c9-ca9c-4258-a056-2f571171c37d-350x250.jpg)









