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    Home » Politica Estera » L’UE riscopre che l’Unione fa la forza, il vertice straordinario dei leader parte da qui. Grazie a Trump

    L’UE riscopre che l’Unione fa la forza, il vertice straordinario dei leader parte da qui. Grazie a Trump

    Praticamente tutti i capi di Stato e di governo all'arrivo a Bruxelles hanno sottolineato l'importanza di rimanere compatti e fermi di fronte alle sfide, incluse quelle dell'alleato americano. La Finlandia: "Solo così siamo rispettati". Macron non si fida di Trump: "Restiamo vigili"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    22 Gennaio 2026
    in Politica Estera
    [foto: European Council]

    [foto: European Council]

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    Bruxelles – L’Unione fa la forza. Un detto vecchio, ma che i capi di Stato e di governo dei Paesi rispolverano per l’occasione, quella del vertice straordinario convocato per stabilire come gestire il secondo mandato presidenziale di Donald Trump alla testa degli Stati Uniti. La risposta offerta da praticamente tutti i leader europei all’arrivo sta per l’appunto nell’unità. Dopo il dietrofront sull’acquisizione della Groenlandia e i dazi, c’è una rinnovata consapevolezza della forza europea, quando si è tutti insieme. Lo sottolineano i leader di Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Polonia, Lituania, Lettonia. Chi lo dice meglio, probabilmente, è il primo ministro della Finlandia, Petteri Orpo: “Abbiamo dimostrato che se restiamo uniti siamo forti, e se siamo forti siamo rispettati“. Anche da Trump.

    Il vertice del Consiglio europeo si riunisce dunque nel solco di un’unità ritrovata e pur tuttavia da puntellare e costruire, per l’immediato futuro. Perché dell’inquilino della Casa Bianca non ci si può fidare e non ci si fida, e il presidente francese, Emmanuel Macron, non fa nulla per nasconderlo. Anzi. “Ci siamo riuniti per dimostrare che l’Europa è unita nel sostenere la Danimarca”, afferma. Quindi l’affondo: “La situazione è ora più sopportabile, ma restiamo vigili“. Tradotto: con questo presidente USA non si può stare tranquilli. 

    Persino in un Paese storicamente e tradizionalmente filo-atlantista e pro-Stati Uniti come la Lettonia qualcosa si è incrinato con questa amministrazione americana, e la premier Evika Silina non va troppo per il sottile: “Bisogna lavorare con ciò che si ha. I cittadini americani hanno eletto il loro presidente, in Europa noi abbiamo i nostri”, scandisce, a riprova di malumori per un leader statunitense ingestibile. Del resto, aggiunge il capo di governo lettone, “politica e diplomazia sono sempre difficili”.

    Che dire della Polonia, altro Paese molto attento al mantenimento dei buoni rapporti e dell’alleanza con gli Stati Uniti? Il premier Donald Tusk demolisce la credibilità di Trump quando ai giornalisti di tutta Europa ricorda che “tra dominazione e leadership c’è una differenza“, e che “la coercizione non è l’essenza della politica”. Mentre il cancelliere tedesco, Friederick Merz, passa oltre: “Non voglio commentare gli avvenimenti dell’ultima settimana”. Però non può non riconoscere che “è ormai chiaro che l’unità e la determinazione da parte europea possono davvero fare la differenza“.

    E’ con questo spirito che i Ventisette si riuniscono a Bruxelles, ed è su questo impulso che inizia il vertice straordinario. Più della natura della riunione a risultare straordinario è la rinascita di consapevolezza europea che Trump ha infuso nell’UE, mai così politicamente determinata.

    Tags: consiglio europeodonald trumpEmmanuel MacronFriedrich MerzueUe-Stati Unitivertice dei leader

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