Bruxelles – Lotta alla disinformazione, rafforzamento delle istituzioni democratiche e partecipazione civica: sono le colonne portanti del Centro europeo per la resilienza democratica che ha iniziato oggi (24 febbraio) a operare. Il progetto – il cui avvio è stato celebrato dalla Commissione europea e dalla presidenza del Consiglio dell’Unione europea insieme ai ministri dei Ventisette Paesi membri nel contesto del Consiglio Affari generali dell’UE – rientra nel contesto dell’iniziativa dello Scudo europeo per la democrazia, che punta a rafforzare la difesa dei valori democratici dell’Unione contro manipolazioni e interferenze straniere. “Con il Centro europeo per la resilienza democratica rafforzeremo la nostra capacità collettiva di contrastare la manipolazione delle informazioni e la disinformazione da parte di attori stranieri. Ciò garantirà che il dibattito pubblico europeo rimanga aperto, equo e partecipativo”, ha dichiarato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, annunciando l’iniziativa.
Come spiegato dalla Commissione, per il primo anno di attività, il Centro si concentrerà su sei priorità operative: sviluppare strumenti e misure per proteggere i processi elettorali dalle interferenze e dalle campagne di disinformazione; elaborare un piano d’azione europeo per accrescere la capacità di risposta e la preparazione degli Stati membri; creare una piattaforma dedicata che riunisca società civile, centri di ricerca, accademici, fact-checker e media; promuovere lo scambio di esperienze tra gli Stati membri, con il sostegno degli Stati più avanzati nella lotta alle minacce ibride; rafforzare la cooperazione con i Paesi candidati all’adesione, spesso obiettivi prioritari di campagne di influenza esterna; e infine, coinvolgere direttamente i cittadini nella difesa della democrazia attraverso due panel europei su preparazione e resilienza.
“Le guerre di oggi non si combattono solo con carri armati e droni, ma anche con bugie e algoritmi”, ha sottolineato Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione. “Le democrazie europee sono già nel mirino di operazioni di disinformazione sponsorizzate da Stati come Russia e Cina. Il nuovo Centro sosterrà i nostri partner e i paesi candidati a sviluppare consapevolezza e difese comuni contro queste minacce”, ha spiegato.
Il Centro agirà come polo strategico volontario di cooperazione tra gli Stati membri, offrendo un punto di raccordo per analisi, prevenzione e risposta alle minacce ibride. La Commissione europea fornirà supporto amministrativo e operativo tramite un Segretariato, in stretta collaborazione con il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e il suo Sistema di Allerta Rapida. L’obiettivo è evitare la frammentazione degli sforzi esistenti, collegando le reti e le strutture già operative che si occupano di prevenzione, individuazione e analisi delle minacce nello spazio informativo.
L’iniziativa risponde a una crescente pressione interna ed esterna sui sistemi democratici. Secondo il rapporto speciale dell’Eurobarometro, il 49 per cento dei cittadini europei considera la sfiducia verso le istituzioni una delle principali sfide per la democrazia, mentre il 42 per cento teme l’influenza della manipolazione informativa, in particolare durante i periodi elettorali.
Altre iniziative dello Scudo Europeo per la democrazia hanno lo stesso fine, come il sostegno della Commissione Europea all’osservatorio europeo dei media digitali (EDMO) e alla Rete europea sulle norme di verifica dei fatti (EFSCN – European Fact-Checking Standards Network), un’associazione indipendente di organizzazioni europee che difende e promuove i più elevati standard di verifica dei fatti e di alfabetizzazione mediatica per combattere la disinformazione nell’interesse pubblico. In questo panorama, il Centro “trasforma queste forze individuali in resilienza collettiva”, ha puntualizzato il commissario europeo per la Democrazia, la giustizia e lo Stato di diritto, Michael McGrath. “Ci aiuta a collegare i puntini, unendo governi e società per salvaguardare le nostre democrazie e dare forma a un futuro fondato sui nostri valori e diritti fondamentali, in particolare la libertà di voto e la libertà di espressione”, ha concluso.







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