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    Home » Difesa e Sicurezza » Stampanti 3D e teatri di guerra, l’UE teme un’invasione di armi da fuoco illegali

    Stampanti 3D e teatri di guerra, l’UE teme un’invasione di armi da fuoco illegali

    La Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva per combattere il traffico di armi da fuoco. Previste definizioni comuni e sanzioni minime, anche per la creazione, l'acquisizione, il possesso e la diffusione di progetti 3D

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    26 Febbraio 2026
    in Difesa e Sicurezza
    armi

    Bruxelles – La Commissione europea ha presentato oggi (26 febbraio) una proposta di direttiva per combattere il traffico di armi da fuoco. Nessun allarme, “l’Europa è uno dei luoghi più sicuri nel mondo, ma stanno sorgendo alcune sfide”, ha affermato il commissario per gli Affari interni, Magnus Brunner. In particolare, sono due i crucci che preoccupano l’esecutivo: una futura invasione di armi provenienti dai teatri di guerra in corso, in primis dall’Ucraina, e la crescita della produzione e commercio di armi stampate in 3D.

    Secondo le stime della Commissione europea, nell’UE circolerebbero già oltre 620 mila armi da fuoco smarrite o rubate. Uccidono ogni anno più di 1.300 persone. Bruxelles ha adottato per la prima volta una direttiva sulle armi da fuoco nel 1991, aggiornata e irrigidita nel 2015 dopo la stagione degli attentati terroristici e ancora nel 2021. Ma “attualmente esistono differenze significative nel modo in cui i reati connessi alle armi da fuoco sono definiti e puniti, con conseguente frammentazione del quadro giuridico nell’UE”, ammette la Commissione.

    Henna Virkkunen e Magnus Brunner, 26/02/26 [EU Commission]
    La direttiva messa sul tavolo oggi introduce definizioni comuni dei reati – tra cui traffico, fabbricazione o possesso di armi da fuoco illegali, ma anche creazione, acquisizione e diffusione illeciti di progetti per la stampa 3D di armi da fuoco – e sanzioni minime. “Riguarda solo gli atti intenzionali che coinvolgono armi da fuoco illegali, preservando pienamente le attività legittime dei rivenditori autorizzati, dell’industria e dei cittadini“, ha sottolineato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Henna Virkkunen.

    La Commissione propone di armonizzare le sanzioni minime per alcuni reati connessi alle armi da fuoco: almeno 2 anni di reclusione per la creazione, l’acquisizione, il possesso e la diffusione di progetti 3D, almeno 5 anni per il possesso di armi da fuoco, componenti essenziali e munizioni illeciti e almeno 8 anni per il traffico e la fabbricazione di armi da fuoco illecite.

    Inoltre, la proposta include l’obbligo per gli Stati membri di istituire un centro, un “punto focale nazionale”, per migliorare la raccolta e la standardizzazione dei dati disponibili e per rafforzare la cooperazione operativa tra gli Stati membri per indagini e sequestri. Le capitali sarebbero tenute a condividere i dati statistici raccolti – sul numero di armi da fuoco sequestrate nel contesto di reati penali, sul numero di indagini, procedimenti penali, condanne, casi archiviati, numero di persone giuridiche coinvolte, livello e tipo di sanzioni inflitte – con la Commissione europea, ogni cinque anni.

    Tags: armicommissione europeahenna virkkunenmagnus brunnertraffico di armi

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