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    Home » Politica Estera » In Libano quasi 500 morti, Kallas: “Israele ha il diritto di difendersi, ma dovrebbe cessare le operazioni”

    In Libano quasi 500 morti, Kallas: “Israele ha il diritto di difendersi, ma dovrebbe cessare le operazioni”

    L'Alta rappresentante UE per gli Affari esteri insiste: "La diplomazia e il ritorno al cessate il fuoco offrono la migliore possibilità di evitare che il Libano scivoli nel caos"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    9 Marzo 2026
    in Politica Estera
    libano kallas

    L'Alta rappresentante UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, al Consiglio Difesa, 1/12/25 [Credits: EU Council]

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    Bruxelles – Dopo una settimana di bombardamenti e quasi 500 vittime, per l’Alta rappresentante UE per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, “Israele dovrebbe cessare le sue operazioni in Libano“. La sua “rappresaglia” contro l’intervento di Hezbollah a supporto dell’Iran – sostiene il capo della diplomazia europea – “rischia di trascinare il Libano e la sua popolazione in una guerra che non è loro, con gravi conseguenze umanitarie”.

    Secondo i dati del ministero della Salute libanese, “il numero totale delle vittime dell’aggressione israeliana dal 2 marzo ha raggiunto i 486 morti”. A cui si aggiungono 1.313 feriti. Proprio oggi, Human Rights Watch ha denunciato l’utilizzo da parte delle forze di difesa israeliane di munizioni al fosforo bianco, “sparate con l’artiglieria su alcune abitazioni il 3 marzo 2026 nella città di Yohmor, nel sud del Libano”. Il fosforo bianco è un’arma incendiaria, il cui utilizzo su obiettivi civili rappresenta un crimine di guerra ai sensi dell’articolo 2 dell’allegato 3 della Convenzione ONU sulla proibizione di determinate armi convenzionali.

    Questa mattina, in videochiamata con Ursula von der Leyen e Antonio Costa, il presidente libanese Joseph Aoun ha parlato di “oltre 600 mila cittadini libanesi sfollati e dispersi. Alcuni per strada, senza riparo e privi persino delle più elementari condizioni di vita”. La presidente della Commissione europea ha annunciato la mobilitazione delle scorte di ReliefEU, strumento europeo di risposta alle emergenze che può essere attivato da partner e organizzazioni umanitarie, per sostenere circa 130.000 persone in Libano, con un primo volo previsto per domani (10 marzo).

    In una dichiarazione diffusa nel pomeriggio, Kallas ha sottolineato il rischio che il Libano “diventi un altro fronte nella guerra con l’Iran”. Per l’Alta rappresentante le responsabilità sono chiare: “La decisione di Hezbollah di attaccare Israele a sostegno dell’Iran mette in pericolo l’intera regione e aggiunge una dimensione letale”. L’organizzazione terroristica che controlla buona parte del sud del Libano diventa, come “tutti i proxy” che si uniscono alla guerra, “bersaglio legittimo”.

    Dopo aver ricordato che “Israele ha il diritto di difendersi in linea con il diritto internazionale” e che “Hezbollah deve disarmarsi e cessare tutte le azioni contro Israele”, Kallas ha ammesso che la risposta di quest’ultimo “è stata forte” e “sta causando sfollamenti di massa e destabilizzando ulteriormente una situazione già fragile”. Israele “dovrebbe cessare le sue operazioni in Libano”, è la conclusione di Kallas.

    Lo stesso messaggio è stato recapitato direttamente al premier israeliano, Benjamin Netanyahu, da Emmanuel Macron: in una conversazione telefonica tra i due leader, la prima dall’estate del 2025, il presidente francese ha chiesto un cessate il fuoco e ha insistito perché Tel Aviv “cessi al più presto le sue attività militari e i suoi attacchi in Libano, per salvaguardare la sua sovranità e integrità territoriale”. Anche per Kallas “la diplomazia e il ritorno al cessate il fuoco offrono la migliore possibilità di evitare che il Libano scivoli nel caos”. Lo stesso Aoun, accusando Hezbollah di voler provocare il “collasso” del Libano per conto dell’Iran e ha chiesto negoziati “diretti” con Israele per porre fine alla guerra.

    Tags: Iranisraelekaja kallasLibano

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