- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 19 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Via libera UE alla direttiva anti-corruzione. In Italia è polemica sulla (non) reintroduzione dell’abuso d’ufficio

    Via libera UE alla direttiva anti-corruzione. In Italia è polemica sulla (non) reintroduzione dell’abuso d’ufficio

    Per il Movimento 5 Stelle la direttiva "è anche una sfiducia al governo italiano e al ministro Nordio", secondo il PD l'abuso d'ufficio "rientra di fatto dalla porta principale". Ma Fratelli d'Italia si dice "estremamente soddisfatta" del testo e smentisce: "Nessuna necessità di reintrodurre il reato di abuso d'ufficio"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    26 Marzo 2026
    in Politica
    EP Plenary Sesiion - Voting session

    EP Plenary Sesiion - Voting session

    Bruxelles – Il Parlamento europeo ha adottato oggi (26 marzo) la prima direttiva anti-corruzione dell’UE, che permetterà di creare un quadro armonizzato di diritto penale per prevenire e contrastare il crimine di corruzione. L’ha fatto con una maggioranza schiacciante: 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni. In Italia, nonostante tutte le delegazioni dei partiti (al netto di Roberto Vannacci) abbiano sostenuto il testo, è già polemica sul significato di uno dei passaggi più delicati della direttiva: quello relativo al reato d’abuso d’ufficio.

    Nel testo finale, il termine ‘abuso d’ufficio’ non c’è proprio. Si parla di ‘esercizio illecito di funzioni pubbliche’. E si introduce l’obbligo per gli Stati membri di “garantire che almeno alcune gravi violazioni della legge nell’esecuzione o nell’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni siano punibili come reato penale, quando commesse intenzionalmente”. Una formula volutamente generica, che lascia agli Stati membri un ampio margine di discrezionalità nell’individuazione delle condotte penalmente rilevanti, figlia di agguerrite negoziazioni sia tra i Paesi membri che al Parlamento europeo.

    La proposta originale della Commissione europea, ed anche la posizione approvata dalla commissione Libertà civili (LIBE) del Parlamento europeo nel febbraio 2024, erano più esplicite. “Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché sia punibile come reato la violazione colpevole, da parte di un funzionario pubblico, delle sue funzioni ufficiali, non svolgendo tali funzioni o svolgendole in modo non corretto, e causando danni sostanziali o ledendo i diritti o gli interessi legittimi di una persona fisica o giuridica”, recitava il mandato con cui il Parlamento europeo è approdato alle negoziazioni con gli Stati membri per dare la forma definitiva alla legge. Il Consiglio dell’UE, nel giugno 2024, avevano già stralciato l’abuso d’ufficio dallo scopo della direttiva, con il ministro della Giustizia italiano, Carlo Nordio, che si era detto “lieto della mediazione raggiunta, che consente di conciliare gli obiettivi della proposta con le azioni di carattere nazionale”. Nei triloghi, il nodo dell’abuso d’ufficio ha tenuto banco per mesi, fino a quando, lo scorso 2 dicembre, Eurocamera e Consiglio dell’UE hanno raggiunto l’accordo provvisorio sul testo finale della direttiva.

    La relatrice della direttiva anti-corruzione per il Parlamento europeo, Raquel Garcia Hermida-Van der Walle, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola [EU Parliament]
    Da una parte o dall’altra, questa mattina i partiti italiani hanno cantato vittoria. E sono volati gli stracci. Fratelli d’Italia si è detto “estremamente soddisfatto” della direttiva anti-corruzione, sottolineando che nel testo “si ribadisce che gli Stati membri hanno piena libertà nella scelta degli strumenti piu efficaci per combattere la corruzione” e che “traspare che l’Italia ha già questi strumenti nel proprio ordinamento“. Insomma, ha affermato Nicola Procaccini, “non c’è alcuna necessità in base alla direttiva di reintrodurre il reato di abuso d’ufficio”.

    Eppure, la lettura di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico è tutt’altra. Per Giuseppe Antoci, eurodeputato pentastellato, “il via libera alla direttiva anticorruzione è anche una sfiducia al governo italiano e al ministro Nordio, che nel 2024, improvvidamente, ha cancellato l’abuso d’ufficio in Italia e tolto una tutela alla dignità dei cittadini”. Antoci ha denunciato l’ostruzionismo “anche e soprattutto del governo italiano”, con la direttiva “rimasta bloccata per mesi”, e il tentativo di trasformare l’articolo sull’abuso d’ufficio, “oggi obbligatorio, in facoltativo”. Per Sandro Ruotolo, eurodeputato del Partito Democratico, “la direttiva parla chiaro”: l’abuso d’ufficio “rientra di fatto dalla porta principale, smentendo l’intera linea del governo Meloni che nel 2024 aveva scelto di abolire quel reato”.

    Due letture inconciliabili. La verità è che, per entrambi gli schieramenti, la vittoria è parziale: l’opposizione può rivendicare il fatto che Bruxelles ha messo in chiaro che l’abuso d’ufficio è un reato, e in quanto tale va perseguito. Ma il governo può dormire sogni tranquilli: la direttiva lascia ai Paesi membri ampissima discrezione su quali condotte dei pubblici ufficiali perseguire penalmente.

    Anche la relatrice della direttiva per il Parlamento, la liberale olandese Raquel Garcia Hermida-Van der Walle, è intervenuta nel dibattito, sostenendo che “l’Italia, anche con lo spazio concesso dalla direttiva, dovrà lavorare” sull’abuso d’ufficio. Dovrà cioè “rendere obbligatoriamente punibili almeno i due reati più gravi che rientrano nell’ambito dell’abuso d’ufficio“, ha spiegato. L’eurodeputata ha poi lanciato una stoccata a Roma e ai partiti della maggioranza: “Se non avessero ritenuto che fosse una questione così importante (l’inclusione dell’abuso d’ufficio nella normativa, ndr), non avrebbero combattuto così duramente contro di essa”, ha affermato.

    Ha messo un punto, nel pomeriggio, il presidente della Corte Costituzionale italiana, Giovanni Amoroso: “Se questa direttiva del Parlamento europeo modifica il quadro normativo, è possibile che la Corte sarà chiamata nuovamente a fare il controllo che l’articolo 111, primo comma, della Costituzione prevede. Prima ancora, ovviamente, sarà la politica chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea”. E ancora prima, si può aggiungere, la direttiva dovrà essere formalmente adottata anche dal Consiglio dell’UE. A quel punto, gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla. Una grana (o una rivincita) per il prossimo governo.

    Tags: abuso d'ufficiodirettiva anti-corruzioneitaliaparlamento-europeo

    Ti potrebbe piacere anche

    corruzione
    Politica

    Avanti con la direttiva sulla lotta alla corruzione, i Paesi Ue pronti ai negoziati con l’Eurocamera

    14 Giugno 2024
    stato di diritto
    Politica

    Stato di diritto, Ungheria e Polonia ancora le pecore nere nell’Ue. Progressi da Roma, ma criticità sull’abuso d’ufficio

    5 Luglio 2023
    anti corruzione
    Politica

    Lotta alla corruzione, la Commissione Ue fa sul serio e presenta un maxi pacchetto per armonizzare e inasprire le sanzioni

    3 Maggio 2023

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione