- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 15 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » La guerra in Iran colpisce la plastica: secondo ECCO più cara del 30 per cento

    La guerra in Iran colpisce la plastica: secondo ECCO più cara del 30 per cento

    Secondo un report del think tank italiano sul clima, circa l'80 per cento della produzione europea di plastica deriva da combustibili fossili, i cui prezzi sono lievitati con la chiusura dello Stretto di Hormuz. L'Italia - sesto importatore mondiale di questo polimero - ne fa le spese più di altri

    Giorgio Dell'Omodarme di Giorgio Dell'Omodarme
    3 Aprile 2026
    in Economia, Non categorizzato
    Bottiglie plastica (Foto: Commissione Europea)

    Bottiglie plastica (Foto: Commissione Europea)

    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Le ripercussioni economiche della guerra in Iran – scatenata dall’attacco israelo-statunitense a Teheran dello scorso 28 febbraio – si propagano di settore in settore. Questa volta, a finire sotto la lente d’ingrandimento, è l’industria della plastica italiana: secondo uno studio pubblicato da ECCO, il think tank italiano specializzato in energia e cambiamento climatico, la guerra in Medio Oriente e la conseguente chiusura dello strategico Stretto di Hormuz hanno innescato un significativo aumento del prezzo dei prodotti plastici. E l’Italia – a causa della sua elevata dipendenza da esportatori extra-europei di questi materiali – figura tra quelli che ne stanno pagando maggiormente dazio, con alcuni operatori industriali che avrebbero già iniziato a segnalare aumenti dei prezzi fino al 30 per cento.

    Il nesso tra la crisi mediorientale e il caro-prezzi nel settore delle plastiche è presto detto. Secondo i numeri del report, circa l’80 per cento della produzione europea di prodotti plastici deriva da combustibili fossili, in particolare petrolio e gas: per dare una dimensione più concreta, per ogni tonnellata di materie plastiche sono necessarie tra le 1,4 e le 2,2 tonnellate di greggio. L’aumento esponenziale dei prezzi dell”oro nero’ registrato a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz (attraverso cui transita circa un quinto del petrolio globale) ha quindi innescato una reazione a catena che ha portato a lievitare i costi di produzione della plastica e – soprattutto – il prezzo al consumo dei prodotti finali realizzati con questo polimero.

    L’Italia – in qualità di sesto importatore mondiale di plastica e derivati con circa 22 miliardi di euro di import nel 2024 – è tra i Paesi più esposti a questa dinamica. Circa l’80 per cento del petrolio che attraversa abitualmente lo Stretto di Hormuz è diretto verso i mercati asiatici e in particolare alla Cina, che rappresenta la destinazione finale del 90 per cento del greggio iraniano. Ed è proprio da Pechino che arriva la maggior parte delle bottiglie e dei contenitori in plastica utilizzati dalle aziende italiane attive nel settore degli imballaggi: in termini di valore economico, secondo ECCO, l’export di plastica cinese verso il nostro Paese ha raggiunto i 96 milioni di euro nel 2024.

    Alla luce di questi numeri, non stupisce che sia proprio il segmento degli imballaggi quello più colpito dall’impennata dei prezzi della plastica. Del resto, l’Italia ne fa un uso particolarmente massiccio rispetto alla maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea: secondo i dati Eurostat, la Penisola è al settimo posto, avendo prodotto, nel 2023, quasi 39 chilogrammi di rifiuti da imballaggi di plastica pro-capite, rispetto ad una media UE di 35 kg.

    Il report di ECCO analizza anche un’altra questione che rende evidente quanto l’Italia stia pagando la propria dipendenza dalla plastica: l’onere rappresentato dalla cosiddetta ‘plastic tax’ europea. Questo strumento – introdotto con una Decisione del Consiglio UE nel dicembre del 2020 – stabilisce il pagamento di un’imposta di 0,8 euro per ogni chilogrammo di rifiuti non riciclati e colpisce prevalentemente quei Paesi più attardati nel percorso verso l’abbandono delle plastiche monouso. Nel solo 2024, ad esempio, l’Italia non ha riciclato ben 1,2 megatonnellate di imballaggi in plastica, il che si dovrebbe tradurre in un esborso di circa 751 milioni di euro interamente a carico del bilancio pubblico. Come ricorda ECCO, il governo Conte II aveva provato a rendere questo aggravio più sostenibile con l’introduzione di una plastic tax nazionale nella legge di bilancio del 2020. Un provvedimento rimasto lettera morta fino ad oggi. “Una possibile soluzione alla vulnerabilità nazionale sarebbe l’implementazione della plastic tax nazionale, un’imposta pari a 0,45 euro per chilogrammo di plastica contenuta nei manufatti monouso. L’Italia aveva introdotto questa misura con la Legge di Bilancio 2020, ma il provvedimento continua ad essere rinviato”, si legge nel report.

    “In un contesto internazionale sempre più instabile”, conclude ECCO nell’appello a chiosa del report, “ridurre il consumo di plastica e rafforzare il riciclo e la produzione di plastiche bio-based non è soltanto una priorità ambientale, ma una leva strategica per contenere i costi, aumentare la resilienza del sistema produttivo e rafforzare la sicurezza economica del Paese”.

    Tags: costo dell'energiacrisi energeticaEccoGuerra in IranIranisraeleMedio Orienteplasticaprezzo del petroliostati unitistretto di hormuzTrump

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Una immagine dal Forum degli stakeholder della Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBU JU). Fonte: Eunews
    Green Economy

    Più investimenti e norme chiare, la bioeconomia chiede sostegno all’UE per non perdere competitività

    31 Marzo 2026
    Impinato Spazzatura Recycling Raccolta Differenziata. Fonte: Imagoeconomia via YouTube
    Green Economy

    Nel 2024 salgono a 517 i chili di rifiuti per ogni europeo, 6 chili in più pro capite sul 2023

    30 Marzo 2026
    Case Green clima
    Green Economy

    UE, Italia sotto procedure d’infrazione su plastica monouso e direttiva ‘Case Green’

    11 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Regolamentazione UE - EPIC

    Una cattiva regolamentazione UE costa 159 miliardi di PIL e 419mila posti di lavoro

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Settembre 2026

    Il direttore di EPIC, Antonios Nestoras spiega in un'intervista a Eunews che “la regolamentazione non è di per sé negativa....

    Foto di famiglia al Summit europeo sull'Artico. Source: EU Council

    Artico, dodici Stati chiedono all’UE di giocare “un ruolo più strategico e proattivo”

    di Giulia Torbidoni
    14 Settembre 2026

    In una dichiarazione congiunta, I governi sottolineano che la regione a nord "sta attraversando una trasformazione rapida e profonda, con...

    [foto: European Central Bank

    Euro, in circolazione oltre 31 miliardi di banconote e più di 150 miliardi di monete

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Settembre 2026

    Bruxelles - Quanto vale l'Euro? Non è una domanda da agenzie di cambio, bensì il quesito da cui parte Piero...

    Attacco russo treno Polonia

    La Russia attacca un treno passeggeri vicino al confine polacco, Kallas: “Messaggio al mondo occidentale”

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Settembre 2026

    La replica del Cremlino: colpite infrastrutture ferroviarie utilizzate per il trasporto di merci militari provenienti dai Paesi europei a Kiev

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione