Bruxelles – Un nuovo strumento di investimento pubblico-privato per mobilitare fino a 20 miliardi di euro di capitali privati destinati a progetti infrastrutturali sostenibili nei Paesi a basso e medio reddito. Si tratta del Fondo Global Green Bond Initiative (GGBI) ed è stato firmato, oggi (24 aprile), dall’Unione Europea e dalle istituzioni partner per il finanziamento dello sviluppo. “Si tratta di qualcosa di più di una semplice operazione finanziaria: è una scelta strategica per coniugare la resilienza economica con la giustizia climatica, per il bene del nostro pianeta e delle generazioni future”, ha commentato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, precisando che “con il Fondo Globale per le Obbligazioni Verdi (Global Green Bond Initiative Fund), l’Europa ribadisce la sua leadership nella finanza sostenibile”. Con tale strumento, “mobiliteremo miliardi di investimenti privati per raggiungere i nostri obiettivi climatici e ambientali” e “insieme ai nostri partner, stiamo ridefinendo il modo in cui il mondo finanzia il proprio futuro”.
Dunque, annunciato come mezzo per finanziare le economie emergenti, almeno il 20 per cento degli investimenti sarà destinato ai Paesi meno sviluppati del mondo, con il supporto per obbligazioni emesse sia in valuta locale che in euro. Secondo Bruxelles, “ciò contribuirà a rafforzare i mercati dei capitali locali e a promuovere l’uso internazionale dell’euro”. E, “in qualità di emittente leader a livello mondiale di obbligazioni verdi, l’UE promuoverà elevati standard ambientali e condividerà le migliori pratiche con i Paesi partner”.
Il GGBI rappresenta uno dei tre pilastri della più ampia iniziativa Global Green Bond, definita come “un fiore all’occhiello” della strategia europea Global Gateway. Gli altri due sono: un programma di assistenza tecnica per condividere le competenze dell’UE e fornire supporto nella progettazione e lo Strumento di sussidio per i buoni sconto verdi (il Green Coupon Subsidy Facility) che contribuirà a ridurre i costi di finanziamento per gli emittenti che si trovano ad affrontare tassi di interesse particolarmente proibitivi. L’obiettivo di GGBI è sbloccare fino a 3 miliardi di euro in obbligazioni verdi nei Paesi partner e contribuire a finanziare attività a sostegno degli obiettivi climatici e ambientali. “Il fondo investirà esclusivamente in obbligazioni emesse sui mercati primari, dando priorità agli emittenti che si affacciano per la prima volta al mercato, come governi, enti locali e imprese”, precisa l’esecutivo UE.
La struttura e la gestione del fondo
Il fondo opererà esclusivamente sui mercati primari – ovvero quelli in cui vengono emessi e venduti per la prima volta nuovi titoli da parte di aziende o enti pubblici prima di essere scambiati tra investitori – e darà priorità a emittenti che si affacciano per la prima volta su questo mercato, come governi, autorità locali e imprese.
La struttura del fondo si configura come un articolato dispositivo finanziario multilivello, che combina capitali pubblici e privati, garanzie europee, contributi statali e strumenti di sostegno tecnico, sotto la regia congiunta di istituzioni finanziarie internazionali e di uno dei principali gestori patrimoniali europei. L’obiettivo specifico del fondo è sbloccare fino a 3 miliardi di euro in obbligazioni verdi (i famosi green bond) nei Paesi partner. Il capitale sarà costituito da circa 1 miliardo di euro proveniente da investitori pubblici, che dovrebbe attrarre fino a 2 miliardi di euro da azionisti privati europei e internazionali. Un consorzio di istituzioni finanziarie europee contribuirà con quasi 800 milioni di euro: sarà guidato dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), insieme alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, oltre a dall’Agenzia spagnola per la cooperazione internazionale allo sviluppo (AECID), dalla Banca italiana per lo sviluppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP), dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, dalla Banca olandese per lo sviluppo imprenditoriale FMO, dalla Banca tedesca per lo sviluppo KfW e dal DFI francese Proparco.
Tre sono i pilastri complementari: il Fondo GGBI, che mobilita capitali privati su larga scala per investimenti sostenibili nei Paesi in via di sviluppo attraverso obbligazioni verdi; un programma completo di assistenza tecnica che condividerà le competenze dell’UE e sosterrà gli emittenti dei Paesi partner nella progettazione e nell’emissione di obbligazioni verdi e progetti; e il Meccanismo di sovvenzione per le cedole verdi, che contribuirà a ridurre i costi di finanziamento per gli emittenti che si trovano ad affrontare tassi di interesse particolarmente proibitivi, in determinate circostanze. “Più nello specifico, con questo Meccanismo di sovvenzione per le cedole verdi, l’UE sovvenzionerà parte delle cedole per gli emittenti di obbligazioni verdi che si trovano ad affrontare tassi di interesse molto elevati. Ciò consentirà ai Paesi partner di crescere più rapidamente nel mercato delle obbligazioni verdi e di raccogliere i fondi necessari per i loro cittadini e la loro economia”, dettaglia Palazzo Berlaymont.
“Le forti partnership globali contano più che mai. In quanto braccio finanziario dell’UE, la Banca Europea per gli Investimenti è orgogliosa di guidare questo nuovo consorzio”, ha osservato Nadia Calviño, presidente della Banca Europea per gli Investimenti, evidenziando che il ruolo del consorzio “rafforzerà i mercati dei capitali globali e ci aiuterà a mobilitare finanziamenti privati per costruire progetti di infrastrutture sostenibili che contribuiscano alla stabilità e alla prosperità condivisa in tutto il mondo”.
La Commissione Europea fornirà protezione del credito attraverso la garanzia del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus (EFSD+). Tale importo sarà integrato da contributi azionari del Governo del Granducato del Lussemburgo, attuati tramite LuxDev – l’agenzia per la cooperazione allo sviluppo, controllata quasi interamente dallo Stato lussemburghese – e successivamente da finanziamenti aggiuntivi previsti dal Fondo verde per il clima. La gestione operativa, invece, è affidata ad Amundi, una società di gestione dei patrimoni francese controllata da Crédit Agricole: si tratta del più grande asset manager in Europa e uno dei maggiori gestori di investimenti al mondo.
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