Bruxelles – La direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici, più nota come direttiva ‘case green’, “non impone ristrutturazioni di singoli edifici residenziali ma offre un quadro per incoraggiare ristrutturazioni energetiche efficienti da un punto di vista dei costi, che possono ridurre in modo significativo le bollette delle famiglie”. Lo chiarisce il commissario per l’Energia, Dan Jørgensen, rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata dai banchi delle opposizioni.
Sulla questione delle case green si riaccende lo scontro politico, con l’estrema destra che accusa la Commissione europea di aver agito su materia di competenza nazionale – ossia la politica abitativa – e l’esecutivo comunitario che nega e continua a tirare dritto. “La direttiva include criteri per rendere gli attestati di prestazione energetica più chiari, più affidabili e visibili e più comparabili in tutta l’Unione, nel rispetto delle specificità del patrimonio edilizio e del clima di ciascuno Stato membro”, continua Jørgensen. Che precisa: la stessa direttiva “non propone di armonizzarli”. La normativa “offre agli Stati membri la flessibilità di adottare norme ed esenzioni personalizzate, elaborando al contempo misure di salvaguardia sociale per evitare gli sfratti forzati dovuti a ristrutturazioni, come ad esempio limiti agli aumenti degli affitti o sussidi all’affitto”. In questo, conclude, “la Commissione supporta gli Stati membri nell’attuazione di tali requisiti”.

![Case green [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/Imagoeconomica_2038455-350x250.jpg)

![[foto: Lucietta Messapia.
Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2024/09/Gatto_su_termosifone-350x250.jpg)







