Bruxelles – A distanza di poche ore dall’annuncio di un nuovo (e fragile) cessate il fuoco tra Israele e Libano, l’Unione europea prova a intensificare i suoi sforzi per una stabilizzazione della situazione sul terreno. Nella mattinata di oggi (4 giugno), il Consiglio UE ha dato il proprio via libera all’erogazione della quarta tranche di aiuti da 100 milioni di euro per rafforzare le capacità difensive delle Forze Armate Libanesi. La decisione è stata presa nel quadro dello Strumento Europeo per la Pace (European Peace Facility, EPF), il fondo da circa 17 miliardi di euro istituito dall’UE nel 2021 per finanziare le proprie attività di politica estera e di sicurezza comune.
In base alle regole dell’EPF, parte del denaro può essere destinata a partner di Paesi terzi, al fine di prevenire conflitti, mantenere la pace e rafforzare la stabilità internazionale. L’esercito regolare di Beirut aveva già beneficiato delle risorse europee nel 2022, nel 2024 e nel 2025, ma il contributo deciso oggi è nettamente il più significativo dal punto di vista quantitativo: nelle precedenti occasioni erano stati erogati rispettivamente 6,16 e 60 milioni di euro.
Sul piano tecnico, il pacchetto di aiuti odierno punta a rafforzare le capacità dell’esercito libanese in cinque settori chiave: controllo del territorio, capacità di monitoraggio su più fronti, sicurezza marittima, protezione di infrastrutture militari strategiche e assistenza sanitaria.
Salutando positivamente la decisione del Consiglio, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha spiegato che “questo nuovo pacchetto rafforzerà in modo significativo il sostegno dell’UE alle Forze Armate Libanesi”. Sottolineando la “fragile opportunità” rappresentata dal nuovo cessate il fuoco tra Tel Aviv e Beirut, Kallas ha aggiunto che “l’obiettivo è aiutare lo Stato libanese a rafforzare il proprio controllo sul territorio e sul monopolio dell’uso della forza, riducendo il potere di gruppi armati non statali come Hezbollah”.
Ancora una volta, dunque, la leader della diplomazia UE ha deciso di guardare soltanto ad una delle due minacce alla pace e alla sicurezza in Libano: quella rappresentata dall’organizzazione paramilitare sciita attiva soprattutto nelle regioni meridionali del Paese. Nessuna parola, invece, su Israele e la sua azione militare nel Paese dei cedri.
La cronaca ricorda come gli ostacoli alla stabilizzazione del Libano provengano da entrambe le parti: da un lato, l’emittente Skynews ha riportato una dichiarazione di Hezbollah in cui il gruppo esprime il proprio rifiuto per il cessate il fuoco concordato questa notte; dall’altro diversi media libanesi hanno riferito di ripetuti attacchi israeliani nel sud del Libano in mattinata.

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