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    Home » Politica Estera » L’UE sanziona l’Iran per il blocco di Hormuz. Kallas: “È la prima volta e lo rifaremo, se necessario”

    L’UE sanziona l’Iran per il blocco di Hormuz. Kallas: “È la prima volta e lo rifaremo, se necessario”

    Il Consiglio UE ha approvato nuove misure contro due individui e un'unità della Marina di Teheran, coinvolti nella gestione del sistema di pedaggi con cui l'Iran sta impedendo la libera navigazione dello Stretto di Hormuz. La leader della diplomazia UE, Kaja Kallas, ha anche aperto a un'estensione della missione Aspides allo Stretto: "Possibile quando le condizioni lo permetteranno"

    Giorgio Dell'Omodarme di Giorgio Dell'Omodarme
    8 Giugno 2026
    in Politica Estera, Difesa e Sicurezza
    L'Alta rappresentante per la Politica Estera dell'UE, Kaja Kallas, durante la riunione informale dei ministri della Difesa a Cipro (via EBS)

    L'Alta rappresentante per la Politica Estera dell'UE, Kaja Kallas, durante la riunione informale dei ministri della Difesa a Cipro (via EBS)

    Bruxelles – Dopo una notte di rinnovata escalation in Medio Oriente – con scambi di colpi tra Israele e Iran dall’inizio del fragile cessate il fuoco siglato lo scorso 8 aprile – l’Unione europea ha scelto la giornata di oggi (8 giugno) per intensificare la propria offensiva diplomatica contro Teheran e applicare per la prima volta il suo nuovo regime di sanzioni in materia di libertà di navigazione. Intorno all’ora di pranzo, il Consiglio UE ha annunciato l’approvazione formale di una serie di sanzioni contro due individui e una entità istituzionale iraniani. La ragione – spiega il comunicato ufficiale di Palazzo Europa – è “il loro coinvolgimento nelle azioni e nelle politiche dell’Iran volte a minacciare la libertà di navigazione in Medio Oriente”.

    Il riferimento è alla decisione – presa da Teheran all’indomani dell’attacco israelo-statunitense dello scorso 28 febbraio – di bloccare il libero accesso allo Stretto di Hormuz, lo strategico canale che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e all’Oceano Indiano e attraverso cui viene trasportato un quinto del petrolio mondiale.

    Nell’elenco dei sanzionati da Bruxelles figura innanzitutto il Comando della provincia di Hormozgan della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGCN). Si tratta della componente navale dei cosiddetti Pasdaran – la forza militare incaricata di difendere e proteggere l’idelogia e la sicurezza del regime iraniano – e dall’inizio della guerra è proprio l’IRGCN ad aver assunto il controllo dello Stretto di Hormuz.

    Spetta alla Marina, dunque, gestire il sistema di pedaggi che la Repubblica Islamica ha istituito per verificare i documenti identificativi e le informazioni sul carico e la destinazione finale di tutte le navi che percorrono il canale e – solo a quel punto – valutare quali possono effettivamente attraversarlo.

    In questo schema, il ruolo del Comando di Hormozgan è centrale: avendo competenza sulla provincia iraniana che affaccia direttamente sullo Stretto, è questa l’unità della Marina direttamente incaricata di passare al vaglio le imbarcazioni e rispedire indietro quelle che non superano la ‘selezione’.

    Accanto al Comando di Hormozgan, il Consiglio ha esteso le sanzioni anche a due soggetti singoli. Entrambi – secondo Bruxelles – sarebbero coinvolti nelle attività del regime iraniano per compromettere la libertà di navigazione in Medio Oriente.

    Il primo è Mohammad Akbarzadeh, portavoce e vice-comandante per gli Affari Politici della Marina. Secondo il Consiglio, Akbarzadeh sarebbe un individuo particolarmente pericoloso avendo ripetutamente minacciato di “utilizzare missili o droni contro le imbarcazioni che transitano nello Stretto”. Il secondo individuo sanzionato è Hamid Hosseini, membro della Camera di Commercio iraniana e rappresentante dell’Unione degli esportatori iraniani di petrolio, gas e prodotti petrolchimici. “Nel suo ruolo – spiega il comunicato odierno – Hosseini promuove la politica di presentazione alle autorità iraniane, sottoposizione a valutazione e di pagamento delle tariffe di transito per ottenere un passaggio sicuro attraverso lo Stretto”.

    Quanto alla natura delle sanzioni, sono previste tre misure principali: il congelamento dei beni e dei patrimoni conservati all’interno dell’UE, il divieto per i soggetti europei di mettere a disposizione dei sanzionati fondi o risorse economiche e – quanto alle due persone fisiche coinvolte – il divieto di ingresso nell’UE.

    Bruxelles è dotata da tempo di un regime sanzionatorio nei confronti dell’Iran. Questo è stato per lungo tempo finalizzato a punire il Paese per il proprio supporto alla Russia nella guerra di aggressione all’Ucraina, per il sostegno fornito a vari gruppi armati in Medio Oriente e per le ripetute violazioni dei diritti umani commesse dal regime.

    Con una decisione annunciata lo scorso 22 maggio, il Consiglio ha adattato questo quadro sanzionatorio alle esigenze poste dal nuovo conflitto medio-orientale, estendendone il perimetro anche a tutti quei soggetti individuali o istituzionali che abbiano un ruolo attivo nelle attività di interruzione della navigazione condotte da Teheran.

    “È la prima volta che l’UE applica il suo nuovo regime di sanzioni in materia di libertà di navigazione e se necessario lo faremo ancora”, ha avvertito l’Alta rappresentante per la Politica Estera dell’Unione, Kaja Kallas, a margine della riunione dei Ministri della Difesa in corso a Cipro. Definendo “inaccettabili” le azioni dell’Iran nello Stretto di Hormuz, l’ex premier estone ha poi fatto riferimento ad uno dei temi al centro dell’incontro interministeriale odierno: l’estensione dell’Operazione Aspides – la missione diplomatico-militare istituita dall’UE nel febbraio del 2024 per garantire la sicurezza marittima nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden – ad Hormuz.

    “Aspides sta dando un contributo fondamentale per la protezione della navigazione nel Mar Rosso – ha sottolineato Kallas – e ho proposto che possa contribuire a fare lo stesso nello Stretto come contributo agli sforzi della coalizione ad hoc franco-britannica”.

    La leader della diplomazia comunitaria ha però precisato che questo scenario si realizzerà “solo quando le condizioni lo permetteranno”. Una formula che tradisce la complessità di un’operazione come quella del cambiamento in corso d’opera del mandato di una missione militare, per cui è richiesto il parere favorevole di tutti gli Stati membri.

    Tags: guerra in medio orienteIrankaja kallasMissione AspidesSanzioni UE all'Iranstretto di hormuz

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