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    Home » Economia » Primo ‘sì’ del Parlamento UE all’introduzione dell’euro digitale. Ora parola all’Aula

    Primo ‘sì’ del Parlamento UE all’introduzione dell’euro digitale. Ora parola all’Aula

    La commissione Affari economici approva la creazione del nuovo strumento di pagamento. BCE responsabile di emissioni e gestione

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    23 Giugno 2026
    in Economia
    euro digitale [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    euro digitale [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Bruxelles – Euro digitale, primo ‘sì’ dal Parlamento europeo. La commissione Affari economici vota a larga maggioranza il primo dei tre provvedimenti per l’introduzione di un sistema di pagamento alternativo ai circuiti Mastercard e Visa, approvando con 49 voti a favore, 14 contrari e 1 astensione il testo che autorizza la creazione di un euro digitale sotto la gestione della Banca centrale europea. E’ questo il provvedimento più importante di un pacchetto legislativo che comprende anche norme per l’utilizzo dell’euro digitale nei Paesi terzi (via libera con 43 favorevoli, 9 contrari, 6 astenuti) e una terza normativa per l’accettabilità della nuova versione della moneta unica nella vita di tutti i giorni (46 ‘sì’, 4 ‘no’, 8 astensioni). Tutto è rimesso al voto d’Aula atteso per luglio, ma intanto il Parlamento spinge il cambiamento.

    L’euro digitale si farà, e sarà responsabilità della BCE

    La novità principale del voto è dunque l’introduzione della nuova versione della moneta unica, che non è solo un modo di pagare in euro basandosi su canali di pagamento elettronici tutti europei, ma pure una nuova versione del denaro contante. I soldi saranno caricati su carta, all’interno di un chip, e in caso di smarrimento o furto della carta i soldi andranno persi. Differentemente da quanto avviene con la carte bancomat che prevedono la ‘restituzione’ del denaro in caso di riattivazione di carta, con l’euro digitale non vi sarà alcuna resa. E’ dunque un portafoglio vero e proprio, ma sotto altra forma.

    La Banca centrale europea, secondo il testo approvato, è responsabile per l’emissione della nuova moneta elettronica garantendone il funzionamento sia online sia in caso di connessione alle reti di pagamenti (offline). In queste nuove funzioni i deputati europei vogliono garantire che il ruolo della BCE rimanga distinto dalle sue funzioni di politica monetaria. Per questo, prima del lancio ufficiale dell’euro digitale, l’istituzione di Francoforte è invitata a finalizzare un regolamento, costruire l’infrastruttura, condurre test pilota sul campo e definire le norme in materia di responsabilità, con particolare attenzione ai rischi offline, come la doppia spesa. Una volta fatto tutto questo, dovrebbe seguirebbe un periodo di introduzione graduale (roll-out) di almeno 24 mesi, per dare a banche, fornitori e utenti il ​​tempo di prepararsi. Anche i governi e i fornitori dovrebbero avviare campagne di sensibilizzazione.

    La BCE: “Euro digitale dal 2029, se le istituzioni UE trovano un accordo nel 2026”

    Limiti di possesso e zero costi

    A proposito di sensibilizzazione, il Parlamento UE mette in chiaro che l’euro digitale non genererebbe né comporterebbe alcun costo a carico dei cittadini. Altro elemento messo in risalto: siccome l’euro digitale è una nuova versione del denaro contante, sono previsti limiti al possesso e al prelievo. Proprio come il cash (ad esempio non può essere ritirato dagli sportelli bancomat tutto l’ammontare del proprio conto corrente),  allo stesso modo, al fine di proteggere il sistema finanziario, verrebbe imposto un limite alla quantità di euro digitali che ogni individuo può detenere. In base al voto della commissione Affari economici del Parlamento europeo tale limite dovrà fissarlo la Commissione europea, sulla base delle raccomandazioni della BCE, e rivisto almeno ogni due anni. I deputati chiedono che il Parlamento abbia pieni poteri decisionali in questo processo.

    Entusiasmo tra gli italiani

    Esulta Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo e unico relatore italiano del regolamento sull’euro digitale. L’approvazione del regolamento sull’euro digitale, sottolinea l’esponente del gruppo de laSinistra, “rafforza la sovranità monetaria europea”, in quanto dota l’UE e la sua zona euro di “uno strumento pubblico, moderno e capace di ridurre la dipendenza dai circuiti esteri americani Visa, Mastercard e PayPal“. Come Movimento 5 Stelle, rivendica, “abbiamo centrato il nostro obiettivo politico: fare dell’euro digitale uno strumento di pagamento sicuro, istantaneo, gratuito e sempre accessibile”.

    Soddisfazione anche dalle fila dei socialisti (S&D) attraverso il capo delegazione del PD, Nicola Zingaretti: “L’euro digitale è un passo avanti per un’Europa più forte, autonoma”. Come Unione, sottolinea, “non possiamo dipendere su tutto solaamente da infrastrutture costruite altrove: serve una sovranità europea anche nei pagamenti”. Analoga soddisfazione dai banche dei popolari (PPE) viene espressa da Marco Falcone (FI): “Siamo soddisfatti. E’ una prima tappa di un dossier che Forza Italia e il PPE volevano con forza, perché riteniamo che rafforzerà indipendenza e autonomie da piattaforme di pagamento di Paesi terzi”. Allo stesso tempo, aggiunge, “si abbassano le spese di commissione attraverso una moneta che non è alternativa ma aggiuntiva al contante”.

    Tra i conservatori (ECR) toni meno trionfalistici vengono usati da Stephen Bartulica, relatore ombra per il gruppo: “Il contante deve rimanere una vera opzione. Qualsiasi euro digitale deve affiancare il contante, non sostituirlo”. Per questo, insiste, “dovremo monitorare con molta attenzione lo sviluppo pratico di questo progetto“.

    Tags: euro digitaleeurozonaMarco FalconeNicola Zingarettiparlamento europeopasquale tridico

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