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    Home » Difesa e Sicurezza » Rafforzare i mandati di Europol ed Eurojust: le proposte della Commissione UE per la sicurezza

    Rafforzare i mandati di Europol ed Eurojust: le proposte della Commissione UE per la sicurezza

    Il commissario europeo per gli Affari interni e l’immigrazione Brunner: "Si tratta di rendere il lavoro più semplice per i nostri poliziotti e per gli Stati membri nel loro insieme"

    Iolanda Cuomo di Iolanda Cuomo
    24 Giugno 2026
    in Difesa e Sicurezza
    Resoconto della riunione settimanale della Commissione. Da sinistra a destra la vicepresidente esecutiva, Henna Virkkunen, il commissario europeo per gli Affari interni e l' immigrazione, Magnus Brunner, e il commissario europeo per la Giustizia, Michael McGrath. Crediti: Commissione europea

    Resoconto della riunione settimanale della Commissione. Da sinistra a destra la vicepresidente esecutiva, Henna Virkkunen, il commissario europeo per gli Affari interni e l' immigrazione, Magnus Brunner, e il commissario europeo per la Giustizia, Michael McGrath. Crediti: Commissione europea

    Bruxelles – Fare sempre più squadra tra polizia, dogane, procura e tribunali di tutta l’Unione Europea, per contrastare il “panorama criminale in continua evoluzione”. È l’obiettivo delle nuove misure promosse oggi (24 giugno) dalla Commissione europea. “Oggi presentiamo le parti più importanti della strategia di sicurezza interna dell’Unione europea”, ha dichiarato il commissario europeo per gli Affari interni e l’immigrazione, Magnus Brunner, in conferenza stampa. Di fatto, “si tratta di rendere il lavoro più semplice per i nostri poliziotti e per gli Stati membri nel loro insieme“. Secondo l’esecutivo comunitario, “la criminalità sta diventando sempre più sofisticata, internazionale e digitale” e per affrontare i reati, “polizia, dogane, procura e tribunali devono collaborare strettamente dall’inizio dell’indagine fino alla sentenza definitiva”.

    Il pacchetto comprende due regolamenti per rafforzare i mandati di Europol ed Eurojust – l’Ufficio europeo di polizia e l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale – una revisione dell’Ordine europeo di indagine (uno strumento giudiziario che permette a un’autorità competente di uno Stato membro di accedere a delle prove o di indagare direttamente in un altro Paese dell’Unione) e delle modifiche al Regolamento sulla protezione dei dati per le istituzioni e gli organi dell’Unione. L’obiettivo è migliorare “la cooperazione e la complementarietà tra le agenzie dell’UE e le autorità nazionali, tra cui polizia, dogane e tribunali”, nonché sostenere “un maggior numero di indagini congiunte, accelererare i procedimenti penali e facilitare lo scambio di informazioni attraverso un quadro giuridico più chiaro e un minore onere amministrativo”. 

    Rafforzare il mandato di Europol

    Anche se ha celebrato il successo dell’agenzia per aver effettuato “più di 20mila operazioni, quasi 32.000 arresti”, nonché il sequestro di “beni per quasi 9 miliardi di euro”, il commissario ha precisato che il nuovo mandato “può fare la differenza”. Definito “l’aggiornamento più completo nei 25 anni di storia”, il nuovo assetto prevede innanzitutto uno scambio di informazioni più efficiente e sicuro, affinché una condivisione automatizzata e più rapida consenta di collaborare in tempo reale sulle indagini. Sul punto Brunner ha chiarito che al momento “Europol non riceve automaticamente le informazioni che gli Stati membri dovrebbero effettivamente condividere e, anche laddove i dati vengono condivisi”, il sistema “si basa su messaggistica bilaterale e richieste ad hoc”. Quindi “una banda di rapinatori potrebbe colpire le case di tutta Europa senza che le forze dell’ordine nei diversi Stati membri colleghino questi casi”.

    L’agenzia istituirà inoltre “un’infrastruttura cloud sicura, scalabile e sovrana e uno spazio condiviso di dati di polizia”. Oltre alle informazioni, è stato incluso un supporto operativo più solido per gli Stati membri attraverso l’istituzione di uffici di supporto Europol in ciascuno dei 27 Paesi. A ciò si aggiunge un polo tecnologico e di innovazione che sosterrà “gli investimenti degli Stati membri in attività congiunte di ricerca e sviluppo” e garantirà “l’accesso a capacità avanzate”. Previste inoltre una maggiore cooperazione con le agenzie e gli organismi dell’UE – in particolare con Eurojust e la Procura europea (EPPO) – e una cooperazione internazionale rafforzata con i Paesi partner “per affrontare congiuntamente la criminalità transfrontaliera globale”. A questo proposito, Brunner ha osservato che “negli ultimi due anni, l’UE ha concluso 46 accordi, i più recenti con il Brasile e il Perù” e che in Colombia, nel 2025, con il supporto di Europol, “è stata smantellata una vasta rete di traffico di cocaina, che ha portato a 22 arresti, al sequestro di una tonnellata di polvere bianca, e al congelamento di 53 conti bancari prima che la droga potesse entrare nell’UE”.

    Eurojust: maggiore sostegno ai pubblici ministeri e alle autorità giudiziarie

    Analogamente a Brunner, il commissario europeo per la Giustizia, Michael Mcgrath, ha tessuto le lodi di Eurojust: “Dal 2020 il carico di lavoro è aumentato di oltre il 60 per cento”, ha affermato, sottolineando che “nel 2025 Eurojust ha indagato su un numero di sospetti sei volte superiore, sequestrato dieci volte più droga rispetto al 2020 e arrestato più del doppio dei sospetti”, nonché “supportato 14mila indagini penali, facilitato oltre 400 squadre investigative congiunte, e contribuito all’arresto o alla resa di 4.400 sospetti”. Tuttavia, con “il successo dell’agenzia sono arrivate nuove sfide”, ha osservato e perciò il nuovo mandato supporterà l’agenzia in alcuni settori chieve.

    Figura innanzitutto un miglioramento delle “capacità e supporto operativo”. Ciò significa che Eurojust “sarà in grado di agire autonomamente per individuare i collegamenti tra i casi, anticipare e decidere sulla necessità di coordinamento, contribuire a risolvere le questioni di giurisdizione e suppor supportetare le autorità nazionali fin dalle prime fasi del procedimento”. A ciò si aggiunge il sostegno nei settori emergenti della criminalità – come “l’informatica, le violazioni delle misure restrittive dell’UE o la violenza di genere” e “governance e processi decisionali più solidi“ – che mira a semplificare i processi decisionali “con processi più agili, maggiore efficienza amministrativa e interventi più rapidi nei casi urgenti e complessi”. Parallelamente a Europol, si predispongono “un sistema di giustizia penale integrato dell’UE“, per cui Eurojust migliorerà e rafforzerà la sua cooperazione con Europol e la Procura europea, e “un maggiore impegno internazionale” che coinvolgerà anche i Paesi terzi.

    Ordine europeo di indagine e il regolamento sulla protezione dei dati per le istituzioni e gli organi dell’Unione

    Infine, oggi la Commissione ha anche proposto di aggiornare l’ordine europeo di indagine, una procedura rapida e standardizzata per la raccolta transfrontaliera dai diversi Stati membri in materia penale. Le nuove norme semplificheranno l’applicazione dell’ordine rendendo le procedure più semplici ed eliminando le difficoltà operative. È stata predisposta, inoltre, l’istituzione di un nuovo ordine europeo di partecipazione a distanza “per consentire a sospettati, imputati e vittime di partecipare a distanza alle udienze penali da un altro Stato membro”. L’esecutivo punta anche ad aggiornare il Regolamento sulla protezione dei dati per le istituzioni e gli organi dell’Unione (EUDPR) al fine di consentire una cooperazione più efficace tra le istituzioni e gli organi di giustizia penale dell’UE. Tutte le riforme promosse oggi si inseriscono nelle linee guida politiche della presidente von der Leyen e alla strategia UE di sicurezza interna ProtectEU. 

    Tags: Brasilecolombiacommissione europeadrogaEuroJusteuropolmagnus brunnermichael mcgrathperùunione europeaVon der Leyen

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