Bruxelles – “È importante vigilare, all’interno dell’Unione europea, sulla tendenza a emarginare lo spazio civico, a limitare la libertà di associazione e di espressione, o a imporre restrizioni al lavoro delle ONG”. Lo ha dichiarato Volker Türk, Alto commissario per i Diritti umani delle Nazioni unite, nella audizione congiunta della commissione Affari internazionali con la sottocommissione per i Diritti dell’uomo del Parlamento europeo. “Mi preoccupa – ha spiegato Türk – che alcune delle tendenze che osserviamo a livello mondiale possano in qualche misura avere un impatto anche all’interno dell’UE“.
L’Alto commissario ha fatto riferimento alla “riduzione dello spazio civico a livello globale“, ricordando che oggi “solo il 7 per cento della popolazione mondiale vive in democrazie effettivamente funzionanti”. Il dato è preoccupante perché “qualche anno fa era il 12,5 per cento” e, quindi, “si registra una regressione“ che spesso inizia proprio “con restrizioni allo spazio civico, quando il dialogo viene soffocato e le persone finiscono in camere d’eco, quando non si trova un compromesso, quando non si ascolta l’altro e il dibattito non è più possibile”.
Secondo Türk, la dinamica è evidente anche “in relazione alle restrizioni e alle leggi sugli agenti stranieri e agli attacchi contro i media indipendenti”. Solo guardando all’anno scorso, i dati preliminari raccolti dall’ONU per il 2025 “indicano che circa 950 difensori dei diritti umani, giornalisti e sindacalisti sono stati uccisi o sono scomparsi forzatamente”, un numero “più che doppio rispetto a dieci anni fa”.
Poi, un monito: “Nessun Paese, nessun continente, è immune da queste tendenze”. I gruppi “contrari ai diritti sono sempre più ben collegati e coordinati, operano attraverso le frontiere e muovono ingenti somme di denaro”. L’Europa, quindi, deve essere “un baluardo” per contrastare queste dinamiche. “Spesso si inizia con le questioni di parità di genere – ha precisato Türk -, con attacchi alle minoranze, con attacchi ai migranti e ai rifugiati, e con un crescente uso di linguaggio e immagini lesive che ritraggono le persone, gli esseri umani, in modo da disumanizzarli“.
Il 15 giugno l’Alto commissario ha presentato il suo rapporto annuale al Consiglio dei diritti umani. Tra i temi, si è concentrato anche sulla situazione in Medio Oriente e ha riportato alcuni dati. A Gaza “le forze israeliane hanno ucciso quasi mille palestinesi dal cessate il fuoco annunciato nell’ottobre scorso, la grande maggioranza civili”. In Libano, “circa 3.600 persone sono state uccise e gli sfollati sono più di un milione”. Secondo Türk, nel dibattito europeo su Gaza e Cisgiordania manca “una discussione basata sull’impatto, sul dolore e sulla sofferenza delle persone“ e la disumanizzazione è imperante.
I dati che emergono dal rapporto sui finanziamenti umanitari, poi, sono impressionanti. “Le necessità umanitarie totali per quest’anno equivalgono a soli tre giorni di spesa militare globale“, ha dichiarato Türk. Un numero ancora più eloquente riguarda il suo stesso ufficio: i fondi necessari all’OHCHR (Office of the High Commissioner for Human Rights) per l’intero anno, ha sottolineato, “sono inferiori a quanto il mondo spende in armi e soldati in due ore“. E le conseguenze di questa sproporzione sono già visibili: i tagli agli aiuti stanno avendo “un impatto catastrofico sui diritti umani“, con il rischio concreto che povertà, fame e migrazioni forzate aumentino drammaticamente.
In questo contesto, l’Alleanza globale per i diritti umani, presentata l’11 luglio, risulta “una risposta concreta alla crisi globale dei diritti”. L’obiettivo è ambizioso: non un esercizio burocratico, ma “di rinnovamento e rivitalizzazione”, capace di coinvolgere governi, imprese, società civile e Parlamenti in un unico grande ombrello. “Nei prossimi due anni, questa alleanza diventerà un alveare di attività, con diversi gruppi e comunità in tutto il mondo che costruiranno nuove connessioni e nuove partnership”, ha spiegato Türk. Il Parlamento europeo, ha sottolineato l’Alto commissario, è uno dei principali stakeholder dell’Alleanza: “Continueremo ad essere un partner strategico dell’UE sui diritti umani, sostenendo una governance responsabile e promuovendo approcci inclusivi”.
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