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    Home » Diritti » L’accusa di European civic forum: le politiche dell’UE restringono lo spazio civico

    L’accusa di European civic forum: le politiche dell’UE restringono lo spazio civico

    Il CIVICUS Monitor, un indice di valutazione globale, ha declassato la valutazione dello spazio civico di Francia, Germania e Italia da ‘ristretto’ a ‘ostacolato’. Il calo è costante: nel 2019, il 58,3 per cento della popolazione dell’Europa e dell’Asia centrale viveva in paesi classificati come ‘aperti’ o ‘parzialmente limitati’. Entro il 2025, la percentuale è crollata al 26,5 per cento

    Valeria Schröter di Valeria Schröter
    13 Maggio 2026
    in Diritti
    [Foto: Unsplash]

    [Foto: Unsplash]

    Bruxelles – Le condizioni per lo sviluppo dello ‘spazio civico’ in Europa sono peggiorate. A dirlo è l’ultimo rapporto del Forum civico europeo (European civic forum, ECF), pubblicato a maggio 2026. Il CIVICUS Monitor, un indice di valutazione globale, ha declassato la valutazione dello spazio civico di Francia, Germania e Italia da ‘ristretto’ a ‘ostacolato’. Il calo è costante: nel 2019, il 58,3 per cento della popolazione dell’Europa e dell’Asia centrale viveva in Paesi classificati come ‘aperti’ o ‘parzialmente limitati’. Entro il 2025, la percentuale è crollata al 26,5 per cento.

    Nel rapporto dello scorso anno, il Forum – che è cofinanziato dall’Unione europea – evidenziava che gli sviluppi a livello dell’UE stavano influenzando sempre più lo spazio civico in tutta Europa, spesso in modo negativo. “Ora possiamo osservare una chiara interazione: le restrizioni negli Stati membri vengono rafforzate a Bruxelles, mentre le politiche dell’UE servono da copertura per le misure repressive nazionali nei confronti della società civile“, ha affermato Aarti Narsee, responsabile senior delle politiche presso l’European Civic Forum.

    Il rapporto sostiene che alcuni eurodeputati stanno “alimentando sospetti nei confronti delle ONG (Organizzazioni non governative), avanzando accuse infondate di uso improprio dei fondi pubblici e istituendo un gruppo di lavoro per il controllo al Parlamento europeo”. Il gruppo è nato a giugno 2025 ed è incaricato di esaminare i finanziamenti dell’UE alle ONG, con il sostegno del Partito popolare europeo (PPE), dei Conservatori e riformisti europei (ECR) e dei Patrioti per l’Europa (PfE). “La società civile – spiega il rapporto – ha condannato il gruppo di lavoro come parte del processo di delegittimazione del proprio operato, mentre una relazione della Corte dei conti europea non ha riscontrato alcuna prova di irregolarità o uso improprio delle sovvenzioni”. 

    Il lavoro di ECF “mette in luce una nuova spinta all’interno del Parlamento europeo per istituzionalizzare gli attacchi alle ONG”, ha dichiarato Natacha Kazatchkine, segretaria generale del Forum civico europeo. Nel 2025, le restrizioni alla società civile si sono istituzionalizzate. I modelli restrittivi, spiega il report, “vengono sempre più adottati, legittimati e rafforzati a livello dell’Unione europea”. Secondo il rapporto, simili dinamiche sono state osservate in almeno cinque Paesi dell’UE: Austria, Bulgaria, Germania, Ungheria e Slovacchia. Ad esempio, in Austria, il Partito della Libertà (FPÖ) di estrema destra ha avviato un’indagine parlamentare sui finanziamenti alle ONG. 

    Il rapporto si concentra anche sulla criminalizzazione dei movimenti di protesta, “una pratica sempre più diffusa in tutta Europa. Nel 2025 – riportano gli autori -, in 7 Paesi dell’UE sono state proposte o approvate nuove leggi restrittive, aggravando un quadro già allarmante”. In Italia, il decreto sulla sicurezza, che “secondo la società civile locale rappresenta il più grave attacco ai diritti di protesta nella storia del Paese, introduce nuovi reati penali ed estende i poteri della polizia per limitare le proteste”. Proprio nel 2025, l’Italia è stata inserita nella Watchlist del CIVICUS Monitor. 

    In questo quadro si inserisce la prima Strategia per la società civile, pubblicata dall’UE alla fine 2025. Il piano definisce un quadro di riferimento per il sostegno, il finanziamento e la tutela delle organizzazioni non profit e dei difensori dei diritti umani. Il forum europeo, però, resta scettico. “Nonostante le istituzioni europee abbiano acquisito una maggiore consapevolezza dell’importanza di tutelare lo spazio civico – spiega il rapporto -, le risposte politiche rimangono contraddittorie”. Infatti, accanto ad iniziative come la proposta di aumentare i finanziamenti destinati alle organizzazioni che operano a favore della democrazia nel prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, le restrizioni all’operato della società civile sono rimaste invariate. 

    Tags: civil societydecreto sicurezzadirittiEuropean civic forumitaliasocietà civilespazio civicoue

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