Bruxelles – Gli aiuti umanitari andrebbero portati nei territori palestinesi secondo i canali e i metodi tradizionali. È con questa spiegazione che la Commissione europea invita Global Sumud Flotilla a non recarsi in Israele. “Siamo in contatto regolare con gli Stati membri e con Israele riguardo alla situazione umanitaria a Gaza e chiediamo costantemente un accesso senza ostacoli a Gaza per poter consegnare i nostri aiuti umanitari. Pur rispettando l’impegno umanitario di tutte le persone a bordo della Flotilla, sconsigliamo di effettuare questo tipo di consegne perché mettono a rischio l’incolumità dei partecipanti”, scandisce Eva Hrncirova, portavoce dell’esecutivo comunitario per le questioni umanitarie, ammonendo così sul pericolo che potrebbe arrivare dalla risposta israeliana alla spedizione. “Nell’UE, ovviamente, abbiamo il diritto di esercitare tale attivismo e godiamo della libertà di riunione. Inoltre, il diritto internazionale in materia di navigazione in acque internazionali deve essere rispettato, e queste sono le regole fondamentali che si applicano alle flottiglie in generale”, aggiunge Hrncirova.
La Commissione europea riconosce la natura umanitaria dell’iniziativa di Global Sumud Flotilla, ricorda che non ci sono divieti nei confronti dell’attivismo, ma preferisce canali più istituzionali per le attività di aiuto. “Sosteniamo la fornitura di aiuti umanitari secondo principi solidi“, ribadisce la portavoce dell’esecutivo comunitario, ricordando come l’UE in tal senso “lavora con i partner” internazionali, a cominciare dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), Organizzazione mondiale per la sanità (OMS), Croce rossa internazionale. Insomma, l’iniziativa umanitaria internazionale portata avanti dalla società civile non rispecchia i canali solidi e istituzionali che per la Commissione rappresentano il solo modo valido per gli aiuti umanitari nei territori palestinesi.
Ma oltre a scoraggiare il corteo navale di Flotilla dalle sue intenzioni e dal fare rotta verso le coste di Gaza, Bruxelles non ha messaggi per il governo Israeliano. Una posizione che balza all’attenzione, perché senza le critiche verso lo Stato ebraico si finisce col legittimare i blocchi navali imposti dal governo di Tel Aviv, con tanto di inviti a non provare a forzarli. Alla domanda specifica se ci siano cose che l’UE chiede a Israele di non fare rispetto alla Flotilla, taglia corto il vice-capo dei portavoce, Olof Gill: “Sull’argomento non abbiamo altro da dire”.
La questione degli aiuti di Global Sumud Flotilla non è nuova, con la Commissione europea che già in passato si è defilata, lasciando agli Stati membri il compito di gestire manifestazioni e rapporto con Israele, che ha già fermato convogli umanitari navali addirittura in acque internazionali. Anche per questo viene sconsigliato di procedere con il nuovo convoglio.
![Lungomare Starita - salpa da Bari la nave umanitaria Global Sumud Flotilla per la missione springs 2026. bandiera Palestina [foto: Saverio De giglio/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/Imagoeconomica_2691607-750x375.jpg)







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