Bruxelles – Sostenere la libertà di pensiero e di stampa sempre. Non un motto, ma una necessità che il Parlamento europeo celebra con due riconoscimenti: il premio Sakharov e il premio Daphne Garuana Galizia. I finalisti di quest’anno sono stati annunciati tra ieri (1° ottobre) e oggi (2 ottobre).
Il premio Sakharov
Il Premio Sacharov è un riconoscimenti attribuito a singoli, gruppi e organizzazioni che premia gli sforzi compiuti a favore dei diritti dell’uomo. I gruppi politici dell’Eurocamera hanno presentato ieri (1 ottobre) i candidati durante una riunione congiunta. Tra i designati figurano: il pediatra palestinese, Hussam Abu Safiya, candidato dai Verdi e da La Sinistra; il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, proposto dai Sovranisti; la Corte penale internazionale e i suoi funzionari, voluta dai Socialisti; l’attivista tanzaniano, Tundu Lussu, candidato dal gruppo del Partito popolare europeo e dai Conservatori e riformisti; le gemelle iraniane, Taraneh e Romina Rahimi, arrestate dal Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, candidate dai Patrioti; e infine per Renew, Standing Together, un movimento che unisce cittadini ebrei e palestinesi, che ha sede in Israele. Il Parlamento europeo consegna al vincitore una somma di 50.000 euro solitamente nel corso della sessione plenaria di Strasburgo di settembre. Tutti i deputati, nonché i gruppi politici del Parlamento possono nominare dei candidati, purché siano sostenuti da almeno 40 voti. In un primo momento, i finalisti sono presentati nel corso di una riunione della commissione per gli Affari esteri, della commissione per lo Sviluppo e della sottocommissione per i Diritti dell’uomo del Parlamento europeo. Successivamente, i membri delle commissioni votano un elenco ristretto formato da tre candidati. La conferenza dei presidenti, un organo del Parlamento europeo composta dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e i leader dei gruppi parlamentari dell’Eurocamera eleggeranno il vincitore. Andrej Dmitrievič Sacharov è stato un attivista russo del disarmo nucleare e dei diritti umani, che ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1975. L’anno scorso hanno vinto il premio il giornalista e l’attivista della minorità polacca in Bielorussia, Andrzej Poczobut ,noto critico del regime di Aleksandr Lukašėnka, e la giornalista georgiana direttrice dei media indipendenti Batumelebi e Netgazeti, Mzia Amaglobeli.
Premio Daphne Garuana Galizia
Di oggi l’annuncio delle dieci inchieste che si contenderanno il Premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo. Tra il 4 maggio e il 31 luglio 2026 centinaia di giornalisti provenienti dai 27 Paesi dell’UE hanno presentato le loro storie, per un totale di 344 candidature. Il riconoscimento prende il nome dalla giornalista e attivista anticorruzione maltese che ha denunciato i legami del governo maltese con i Panama Papers e che per il suo lavoro di inchiesta è stata uccisa, il 16 ottobre 2017, dall’esplosione di una bomba che era stata nascosta nella sua auto. Creato nel 2020, il premio è aperto a giornalisti professionisti o équipe di giornalisti di qualsiasi nazionalità, purché le loro inchieste siano state pubblicate o trasmesse da un media che ha sede in uno degli Stati membri. A scegliere il vincitore – a cui spettano 20.000 euro – è una giuria indipendente, composta da rappresentanti della stampa e della società civile dei 27 e da rappresentanti delle principali associazioni dei giornalisti europee. Il vincitore sarà annunciato durante una cerimonia di premiazione che si terrà nella serata di mercoledì 21 ottobre 2026 presso il Parlamento europeo a Strasburgo. L’anno scorso il premio è stato portato a casa dal collettivo di giornalismo investigativo Follow the Money per l’inchiesta “The Shadow Fleet Secrets”, sulla flotta ombra russa e l’evasione delle sanzioni sul petrolio.












