Bruxelles – Le parole di Enrico Letta e Mario Draghi iniziano a prendere forma nelle regole europee. A quasi due anni dai rapporti che hanno messo nero su bianco la necessità di spingere su competitività e potenziamento del mercato unico, riducendo la burocrazia e rimuovendo le barriere dovute alla frammentazione delle normative dei Ventisette, il Consiglio dell’Unione europea fa un altro passo nella direzione della semplificazione. Gli Stati membri hanno approvato oggi (30 settembre) la loro posizione negoziale sull’accelerazione delle valutazioni ambientali, uno dei tasselli dell’Omnibus VIII, il pacchetto europeo di semplificazione pensato per alleggerire gli oneri amministrativi senza abbassare, almeno nelle intenzioni, gli standard di tutela ambientale.
Il dossier punta soprattutto a ridurre tempi e frammentazione nelle procedure necessarie per realizzare nuovi progetti. La proposta prevede procedure più semplici e rapide per le valutazioni ambientali, attraverso la digitalizzazione, tempistiche più snelle e soprattutto l’introduzione di punti di contatto unici per orientare sviluppatori e imprese nel percorso autorizzativo. Un intervento pensato in particolare per rendere più prevedibili i tempi necessari a far partire infrastrutture e investimenti strategici.
Il Consiglio ha però modificato alcuni elementi della proposta della Commissione. Gli Stati membri hanno definito un elenco esaustivo dei progetti strategici che potranno beneficiare del nuovo ‘toolbox’ (la cassetta degli attrezzi, ndr) di procedure accelerate, lasciando comunque ai colegislatori la possibilità di aggiungere in futuro nuove categorie attraverso riferimenti specifici alla normativa. La posizione adottata cerca inoltre di riordinare le disposizioni sulle autorizzazioni ambientali già presenti in diverse normative, tra cui il Net-Zero Industry Act, il Chips Act e il Critical Raw Materials Act.
La velocità, però, non dovrà tradursi nella cancellazione delle garanzie ambientali. Il Consiglio ha allungato rispetto alla proposta iniziale della Commissione alcuni termini temporali, con l’obiettivo di consentire alle autorità competenti di completare tutti gli adempimenti previsti dalla legislazione. E ha modificato la disposizione sulla cosiddetta “substantial preclusion” per garantire il pieno rispetto della Convenzione di Aarhus che tutela accesso alle informazioni, partecipazione pubblica e accesso alla giustizia in materia ambientale.
Anche natura e biodiversità restano dentro il perimetro del nuovo compromesso. Il mandato estende alcune disposizioni relative alle direttive Habitat e Uccelli a determinate attività ricorrenti, come la gestione forestale e la manutenzione dei corsi d’acqua, introducendo al tempo stesso ulteriori salvaguardie contro possibili effetti negativi sulle popolazioni animali e vegetali.
L’accordo di oggi completa il lavoro già avviato a giugno sugli altri elementi dell’Omnibus VIII. Ora il dossier passa al Parlamento europeo: i negoziati interistituzionali potranno partire quando l’Eurocamera avrà definito la propria posizione, con l’obiettivo di arrivare rapidamente a un accordo sull’intero pacchetto.
La direzione politica, del resto, è ormai esplicita: dal febbraio 2025 la Commissione ha presentato dieci pacchetti Omnibus per semplificare la legislazione europea. E la roadmap “One Europe, One Market”, firmata nell’aprile 2026 dai presidenti di Commissione, Parlamento e Consiglio, punta a chiudere il lavoro su tutti i pacchetti entro la fine del 2027.









