Bruxelles – Non c’è ancora intesa sulla revisione del regolamento sulle auto e i furgoni a zero emissioni. I Ventisette sono ancora divisi, tra chi sostiene la promozione dei veicoli elettrici e chi intende conservare i motori a combustione (ma a carburanti alternativi). Le divergenze sono emerse ieri (25 giugno) alla riunione del consiglio Ambiente che si è tenuta in Lussemburgo. Tra i Paesi che sostengono maggiormente la revisione sul regolamento figurano Francia e Spagna, mentre la Polonia ha chiesto alla Commissione di lavorare su una proposta migliore.
Sul tema il Consiglio si è limitato dunque a sottolineare “i buoni progressi registrati sulle disposizioni relative all’etichettatura dei veicoli”, cioè le regole che obbligheranno i distributori di auto e furgoni a informare i consumatori delle emissioni di CO₂ dei veicoli che consegnano. Rimangono pertanto in sospeso sia gli obiettivi di riduzione delle emissioni proposti per il 2030 e il 2035, che le nuove misure di flessibilità introdotte a favore dei costruttori. Queste sono state create per aiutare il settore automobilistico ad affrontare la transizione verso l’energia pulita e includono i supercrediti per i veicoli elettrici di piccole dimensioni “prodotti nell’UE”, i crediti per l’acciaio a basse emissioni di carbonio – sempre lavorato nell’ Unione – e i crediti relativi ai carburanti.
Per ora, secondo quanto ribadito in conferenza stampa dalla ministra dell’Ambiente di Cipro, Maria Panayiotou, saranno “i colleghi irlandesi”, che prenderanno la presidenza del Consiglio UE a partire dal primo luglio, “a portare avanti il lavoro”.










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