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    Home » Cronaca » Ceuta, “Test superato per l’UE”, smentiti gli allarmisti. Ma rimangono i malumori della Spagna verso l’Italia

    Ceuta, “Test superato per l’UE”, smentiti gli allarmisti. Ma rimangono i malumori della Spagna verso l’Italia

    Il commissario per la Migrazione, Magnus Brunner ha preso le difese dell'Italia: "Capisco la posizione. Le persone erano preoccupate"

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    4 Agosto 2026
    in Cronaca, Politica Estera
    Ceuta - Spagna - UE - Italia - ministri Interno

    Magnus Brunner Fonte: Servizio audiovisivo dell'Unione europea

    Bruxelles – La crisi migratoria a Ceuta è stata un test per la sicurezza delle frontiere dell’Unione europea. Una prova che, secondo il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, il popolare austriaco Magnus Brunner, è stata “ampiamente superata”. Il motivo è semplice: “Nessun migrante proveniente da Ceuta è entrato nell’area Schengen“. Eppure, mentre Bruxelles rivendica la tenuta del sistema, tra Spagna e Italia resta aperta una frattura politica che la videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno dei Ventisette non è riuscita a ricucire.

    Nel corso della riunione, gli Stati membri e i Paesi associati Schengen hanno espresso piena solidarietà a Madrid, lodando la risposta “rapida ed efficace” delle autorità spagnole e porgendo le condoglianze per le vittime che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’enclave. Secondo gli ultimi dati condivisi dalla Commissione europea e dal governo spagnolo, la stragrande maggioranza dei migranti entrati irregolarmente è già stata riportata in Marocco e non si sono registrati movimenti secondari verso la Spagna continentale o altri Paesi dell’UE.

    Ma le rassicurazioni di Bruxelles non bastano a dissipare il malumore del governo di Pedro Sánchez, che continua a contestare la decisione italiana di reintrodurre controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna. Una misura giudicata dal ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, “completamente inutile e sproporzionata”. Il ministro ha ribadito la convinzione che Roma ritirerà le restrizioni “il prima possibile”, sottolineando che l’area Schengen “non è mai stata nemmeno minimamente in pericolo” a causa della crisi di Ceuta.

    Ma dall’altra parte, il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, dissente. Piantedosi ha utilizzato la riunione per rilanciare la linea del governo sulla gestione dei flussi migratori. Secondo il titolare del Viminale, la crisi dimostra che l’Unione deve smettere di “rincorrere le emergenze” e puntare invece a fermare le partenze nei Paesi di origine, rafforzare i rimpatri e utilizzare il peso politico ed economico dei Ventisette per ottenere una cooperazione concreta dai Paesi terzi. Piantedosi ha anche rilanciato la richiesta italiana di introdurre una maggiore condizionalità nei rapporti con gli Stati che non collaborano sui rimpatri, citando esplicitamente il Marocco. “Se un Paese terzo rifiuta di cooperare sulla riammissione dei propri cittadini, l’Unione deve poter applicare forti condizionalità in ogni settore”, ha affermato, ricordando che Roma ha già formalizzato questa posizione in una lettera inviata al commissario Brunner e durante il Consiglio informale di Dublino.

    Il commissario europeo Brunner ha evitato di criticare apertamente la scelta italiana. “Capisco la posizione dell’Italia. Le persone erano preoccupate“, ha dichiarato, ricordando che “il nuovo Codice delle frontiere Schengen consente agli Stati membri di reintrodurre eccezionalmente e temporaneamente i controlli alle frontiere interne in presenza di gravi minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza interna”. La Commissione UE verificherà ora che “le misure adottate siano effettivamente proporzionate e limitate nel tempo”, ha precisato Brunner. Il commissario con delega alla Migrazione ha inoltre osservato che il quadro è cambiato rapidamente negli ultimi giorni. “Quando l’Italia ha deciso di intervenire, la situazione era ancora incerta“; oggi, invece, la Spagna ha confermato il ritorno in Marocco della maggior parte dei migranti e, secondo la Commissione, “non vi è più alcun rischio di ulteriori spostamenti verso altri Paesi dell’Unione“.

    Tuttavia, dalle conclusioni approvate al termine della riunione emerge anche una chiara indicazione sulla direzione che l’Unione intende seguire. I ministri hanno ribadito la necessità di rafforzare la protezione delle frontiere esterne, intensificare la lotta contro le reti di trafficanti di migranti, rendere più efficaci i rimpatri e consolidare i partenariati con i Paesi terzi. Hanno inoltre sottolineato l’importanza di sviluppare sistemi di allerta precoce, anche attraverso strumenti di intelligence pre-frontiera e il monitoraggio dei social media, nonché di migliorare il coordinamento della comunicazione durante le crisi per contrastare campagne di disinformazione e interferenze straniere. Le cinque priorità erano già state delineate dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella lettera inviata al premier spagnolo Pedro Sánchez all’indomani della crisi di Ceuta, e sono ora state fatte proprie dai ministri dell’Interno dell’Unione.

    Tags: area SchengenCeutaimmigrazioneimmigrazione irregolareitaliamagnus brunnerMaroccoMatteo Piantedosimigrazioneministri dell'internoSchengenspagna

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