Bruxelles – La Spagna era già un Paese oggetto di pressioni migratorie, motivo che lo vedeva al centro di meccanismi di solidarietà che però, di fronte agli eventi di Ceuta, sono stati accantonati da parte di tutti. Il commissario per gli Affari interni e l’Immigrazione, Magnus Brunner, si trova a rispondere a un’interrogazione parlamentare sui movimenti di richiedenti asilo tra Algeria e isole Baleari, questione migratoria in Spagna che non ha nulla a che vedere con gli avvenimenti recenti. Nella sua risposta, comunque, Brunner finisce per pronunciare un ‘j’accuse’ contro tutti gli Stati membri che invece di venire incontro a Madrid hanno scelto di mettere il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, con le spalle al muro.
“A seguito della valutazione della Commissione relativa al periodo luglio 2024 – giugno 2025, la Spagna è stata identificata come Stato membro sottoposto a pressione migratoria ed è pertanto idonea a beneficiare del Fondo di solidarietà concordato dal Consiglio nel dicembre 2025″, ricorda il responsabile per l’immigrazione del team von der Leyen.
La risposta di Brunner fa riferimento alla situazione di un anno fa, ma arriva il 31 luglio 2026, in concomitanza dell’arrivo di migliaia di immigrati nell’enclave spagnola in territorio marocchino, e offre un elemento giuridico che vale per ogni tipo di pressione migratoria, ribadendo il principio per cui un Paese sottoposto a pressioni migratorie va aiutato, cosa che non è avvenuta per scelte politiche e di convenienza elettorale. Non solo: perché per Brunner l’interrogazione parlamentare è l’occasione per ricordare che “con il regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, entrato in vigore il 12 giugno 2026, è stato istituito un meccanismo di solidarietà permanente e flessibile“.
Dunque, con le regole in vigore da quest’anno per la Spagna sarebbe dovuto scattare un meccanismo di solidarietà per i fatti di Ceuta che non invece non è scattato. Praticamente tutti gli Stati membri hanno preferito criticare apertamente le scelte del governo di Madrid in materia di regolarizzazione delle persone migranti invece di offrire sostegno all’esecutivo di Sanchez, in quella che si è configurata come un’Europa a trazione di destra scagliarsi contro uno degli ultimi governi socialisti attualmente in carica.
Molto rumore per nulla, comunque, visto che alla fine nessuna delle migliaia di persone entrate a Ceuta ha messo piede sul suolo continentale europeo. La risposta quasi isterica e certamente dettata da ragioni elettorali dei governi europei è dunque rivelatrice di un mancato soccorso, oltre che di ondate di panico ingiustificato, come nel caso dell’interrogazione per cui Brunner è stato chiamato a rispondere: “La Commissione non dispone di informazioni specifiche sui movimenti secondari dalle Isole Baleari verso altri Stati membri“. In ogni caso, dunque, la crisi migratoria spagnola resta un fenomeno spagnolo.

![Veduta di Ceuta [foto: Mario Sánchez Bueno/Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/Vista_de_Ceuta-350x250.webp)







