Bruxelles – Estendere la protezione temporanea per i rifugiati ucraini fino al 4 marzo 2028, ma escludere, di norma, coloro ai quali le autorità di Kiev non hanno autorizzato l’uscita dal Paese per adempiere agli obblighi militari. È la proposta presentata oggi (26 giugno) dal commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Berlaymont. La protezione temporanea per gli sfollati ucraini è in vigore dal 4 marzo 2022 e da allora è stata prorogata di anno in anno. Con la nuova proposta, la Commissione europea punta a estenderla per un ulteriore anno, dal 5 marzo 2027 al 4 marzo 2028. “Questo è ciò che gli ucraini vogliono che facciamo“, ha spiegato Brunner, sottolineando che la misura riflette il sostegno “incrollabile” dell’Unione al popolo ucraino.
L’obiettivo della proposta è duplice. Da un lato, “garantire continuità, certezza giuridica e prevedibilità” ai quasi 4,4 milioni di cittadini ucraini che attualmente beneficiano della protezione temporanea nell’UE, in un contesto in cui la necessità di tutela per chi fugge dalla guerra “rimane evidente”. Dall’altro, conciliare le esigenze di protezione con la capacità dell’Ucraina di difendersi dall’aggressione russa.
Per questo motivo Bruxelles propone che la protezione temporanea non venga concessa, di norma, alle persone che lasciano l’Ucraina dopo l’entrata in vigore della decisione senza poter dimostrare di essere autorizzate dalle autorità ucraine a uscire dal Paese nel rispetto dei propri obblighi militari. La misura riguarda quindi i nuovi arrivi e punta a evitare che il regime di protezione europeo possa incidere sulla capacità di mobilitazione dell’Ucraina.
Parallelamente, la Commissione invita gli Stati membri ad accelerare i preparativi per una graduale uscita dal regime di protezione temporanea, in linea con la raccomandazione adottata dal Consiglio nel 2025. La transizione dovrà prevedere sia percorsi verso lo status di soggiornante di lungo periodo per chi deciderà di restare nell’Unione, sia opportunità di ritorno volontario e reintegrazione sostenibile in Ucraina quando le condizioni lo consentiranno.
Per accompagnare questo processo, Bruxelles svilupperà, insieme agli Stati membri e alle autorità ucraine, un programma pilota dedicato al rimpatrio volontario e alla ripresa, che offrirà sostegno pratico a chi sceglierà di rientrare, con particolare attenzione all’inserimento lavorativo, all’alloggio e all’istruzione. L’inviata speciale per gli ucraini nell’UE, Ylva Johansson, continuerà inoltre a coordinare il dialogo con gli Stati membri e con Kiev sulla fase di transizione.
“La direttiva sulla protezione temporanea ha permesso all’Unione europea di reagire rapidamente all’emergenza, garantendo un approccio comune e offrendo agli sfollati accesso immediato ad alloggi, assistenza sanitaria, istruzione e mercato del lavoro”, ricorda la Commissione. Qualora la situazione sul terreno dovesse evolvere, consentendo un ritorno graduale e sostenibile, l’esecutivo europeo potrà comunque proporre al Consiglio di sospendere il regime di protezione prima della scadenza del marzo 2028.
“La proposta di oggi risponde al grave bisogno di milioni di ucraini in fuga dall’aggressione illegale della Russia e, allo stesso tempo, tiene conto delle attuali esigenze di difesa dell’Ucraina”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen. “Quando arriverà il momento di superare la protezione temporanea, garantiremo percorsi equi, sia attraverso l’integrazione di chi resterà nell’Unione sia sostenendo chi vorrà tornare in Ucraina”.
Sulla stessa linea Brunner: “L’Europa resta al fianco dell’Ucraina. L’estensione della protezione temporanea per un altro anno dimostra il nostro sostegno al popolo ucraino. Allo stesso tempo dobbiamo prepararci al futuro, sostenendo la difesa e la ripresa dell’Ucraina e garantendo una transizione responsabile quando le condizioni saranno mature”.


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