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    Home » Economia » Parte il primo luglio il dazio di 3 euro sui piccoli pacchi spediti in UE da Paesi terzi

    Parte il primo luglio il dazio di 3 euro sui piccoli pacchi spediti in UE da Paesi terzi

    Il dazio si applicherà su qualsiasi articolo acquistato online e spedito direttamente ai consumatori UE, indipendentemente dal suo valore. Saranno soprattutto le piattaforme e/o i venditori online a pagarlo

    Iolanda Cuomo di Iolanda Cuomo
    29 Giugno 2026
    in Economia, Non categorizzato
    Tir alla dogana. Crediti: Carlo Carino via Imagoeconomica

    Tir alla dogana. Crediti: Carlo Carino via Imagoeconomica

    Bruxelles – Al via a un dazio di tre euro sui piccoli pacchi spediti nell’Unione Europea. La misura temporanea entrerà in vigore dopodomani, primo luglio, e per due anni (fino a luglio 2028) rimuoverà la franchigia doganale che esentava dai dazi i pacchi provenienti da Paesi extra UE di valore inferiore a 150 euro. Definita da un funzionario europeo “una misura di facilitazione”, la tassa verrà applicata su qualsiasi articolo acquistato online e spedito direttamente ai consumatori, indipendentemente dal suo valore, al momento dell’importazione. Se si dovessero comprare prodotti diversi, ma simili, sarà il codice doganale a stabilire se appartengono alla stessa categoria e, quindi, se verrà imposto il dazio. Nella maggior parte dei casi, saranno le piattaforme, i venditori online o qualsiasi altra azienda coinvolta nella vendita e nel trasporto delle merci importate a pagare l’importo, mentre i consumatori che acquistano online non sono legalmente responsabili del pagamento dei dazi. Il dazio forfettario si applica per articolo: dunque, ad esempio, se si comprano tre articoli (un paio di scarpe, una vestito, un ombrello) si tratterà di nove euro di dazio. Per la riscossione, invece, l’Unione si affiderà ai sistemi informatici degli Stati membri fino alla costruzione di un sistema temporaneo ad hoc.

    Le ragioni che hanno spinto la Commissione verso la misura sono da ricercare nei rischi per la sicurezza, poiché nel 2025 oltre il 60 per cento degli articoli acquistati online – cosmetici, elettronica, giocattoli, integratori alimentari – non rispettava gli standard di conformità dei prodotti dell’UE; nel declino del commercio al dettaglio e nelle consecutive ripercussioni su occupazione locale e sulla vita di comunità; nell’impegno per l’ambiente, dato che il consumo eccessivo, imballaggi eccessivi, rifiuti, materiali non riciclabili e logistica ad alta intensità di carbonio con frequenti resi e spedizioni a lunga distanza che raddoppiano l’inquinamento da trasporto.

    Ma è soprattutto una misura di riequilibrio commerciale, per Bruxelles. “Imporremo un dazio doganale di tre euro sui pacchi che entrano nel territorio dell’UE con due motivazioni principali: garantire parità di condizioni da un lato, e dotare le autorità doganali degli strumenti necessari per affrontare, controllare ed eventualmente rimuovere dal mercato i prodotti pericolosi”, ha descritto il funzionario UE. Si tratta, insomma, “di equità” e di “applicare le stesse regole alle nostre imprese e alle merci che entrano nel nostro territorio e vengono vendute online”. In altre parole, “dobbiamo riportare la situazione alla normalità“, ha ribadito un funzionario europeo, sottolineando che non avere dei dazi su gran parte di ciò che arriva in Europa rappresenta una “situazione anomala” perché “l’esenzione risale a un’epoca precedente al boom dell’e-commerce internazionale e a un periodo in cui le procedure di dichiarazione doganale erano molto meno digitalizzate rispetto a oggi”. Per questo, “non è più giustificato”.

    Nel 2025, sono entrati nell’UE da Paesi terzi senza pagare dazi doganali 5,9 miliardi di articoli in “pacchi di basso valore“, pari a oltre il 97 per cento del valore totale delle importazioni. Tra questi, 16 milioni vengono sdoganati quotidianamente. “Ogni anno il numero di spedizioni raddoppia”, ha evidenziato un funzionario europeo, con “la dogana messa a dura prova”. Non solo, con il mantenimento dell’esenzione  “abbiamo sostanzialmente incentivato l’arrivo di questo traffico” e ora “la elimineremo, come stanno facendo molti altri Paesi nel mondo”. Tra i Paesi che si stanno attivando in questa direzione anche gli Stati Uniti e il Regno Unito, per cui si assiste a “una tendenza globale ad affrontare questo problema”. Qualora un Paese UE abbia adottato misure analoghe, invece, dovrà sospenderle dopo il primo luglio dato che, in materia doganale, la Commissione ha una competenza esclusiva. 

    Oltre all’esenzione, la Commissione sta lavorando ad una tassa di gestione (una ‘handling fee’) che non è “una misura tariffaria come un dazio”, ma uno strumento per compensare l’aumento dei costi per le autorità doganali. Al momento la decisione per l’importo da riscuotere è rimandata al prossimo mese. 

    La misura che partirà dopodomani fa parte della riforma doganale proposta dalla Commissione a febbraio 2023. Tra novembre e dicembre 2025, il Consiglio Economia e Finanza (Ecofin) – che raccoglie i ministri delle Finanze dei Ventisette – ha deciso di abolire l’esenzione e di applicare il dazio doganale di tre euro che entrerà in vigore il primo luglio, dopo le consultazioni e lavori preparatori con gli Stati membri e le parti interessate.

    Tags: cinacommissione europeaconsigliodazie-commerceecofinuevenditori online

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