Bruxelles – Due giorni di lavori, a Bruxelles, con l’obiettivo di consolidare una rete di collaborazione europea che possa offrire risposte strutturali e di lungo periodo ai cittadini in condizione di vulnerabilità economica e sociale. Ad organizzare l’iniziativa è stata la Fondazione Banco dell’energia, ente senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere, attraverso il meccanismo della solidarietà indiretta, persone e famiglie in situazione di vulnerabilità economica e sociale, ponendo particolare attenzione al tema della povertà energetica. “La povertà energetica è un fenomeno che supera la nostra dimensione nazionale e riguarda il continente europeo. Siamo a Bruxelles per presentare il modello del Banco dell’energia e promuovere il Manifesto: l’esperienza della nostra Fondazione, recentemente riconosciuta come un esempio virtuoso dalle Raccomandazioni annuali della Commissione europea all’Italia, dimostra come i progetti e le iniziative messi in campo in questi anni in Italia possano essere realizzati anche in Europa”, ha spiegato il presidente di Fondazione Banco dell’energia, Roberto Tasca.
Nella prima giornata di lavori, il 29 giugno, c’è stata l’adesione delle associazioni europee di settore al Manifesto ‘Insieme per contrastare la povertà energetica’, nato nel 2021 per volontà della Fondazione Banco dell’energia. All’evento, promosso in collaborazione con Utilitalia ed Elettricità Futura, è stata espressa la volontà condivisa di rafforzare una piattaforma di dialogo tra imprese, associazioni, istituzioni e terzo settore per rendere l’accesso all’energia un diritto sempre più equo ed inclusivo.
“Fronteggiare le sfide globali impone una chiamata all’azione immediata e un approccio sistemico”, ha ricordato Tasca. “Siamo convinti che anche la dimensione sociale rappresenti un pilastro per la competitività europea: garantire a tutte le persone l’accesso ai servizi energetici essenziali significa costruire un’Unione più solida. Una transizione capace di condividere equamente i propri benefici è anche la chiave per consolidare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nelle politiche comunitarie“, ha aggiunto. Perciò, “è fondamentale stringere alleanze trasversali tra pubblico, privato e terzo settore in grado di supportare con lungimiranza i processi di cambiamento in atto”.
A livello numerico, circa un decimo della popolazione vive gli effetti della povertà energetica. In Italia, il problema interessa oltre 2,4 milioni di famiglie, pari al 9,1 per cento del totale. In Francia, colpisce il 10 per cento delle famiglie in stretta connessione con le condizioni abitative; in Spagna, il 16 per cento della popolazione non è in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione. Nel Regno Unito, infine, sono circa 12 milioni i nuclei familiari in forte sofferenza nel sostenere i costi delle utenze, a conferma di un’emergenza che richiede risposte coordinate a livello continentale.
Nella seconda giornata di lavori, si è tenuto l’evento ‘Energy poverty in Europe – How can EU social, housing and climate policies deliver a fair transition?’ che – organizzato all’International Press Centre dalla Fondazione Banco dell’energia insieme ad A2A ed Edison, in collaborazione con Euractiv – ha riunito decisori politici, amministratori locali, rappresentanti del Parlamento europeo, della Commissione e del mondo della ricerca per discutere l’integrazione del contrasto alla povertà energetica nelle politiche climatiche ed energetiche dell’Unione. “La povertà energetica deve essere una dimensione strutturale delle politiche europee per il clima, l’energia, l’abitare e la coesione sociale”, ha dichiarato Nicola Monti, vicepresidente della Fondazione Banco dell’energia e vicepresidente di Elettricità Futura con delega all’Europa. “Oggi disponiamo degli strumenti per superare una logica frammentata e costruire un approccio integrato condividendo su scala europea le esperienze più efficaci, come le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, che trasformano l’energia da fattore di vulnerabilità a leva di inclusione e sviluppo locale, e i rifugi climatici che offrono una risposta immediatamente replicabile per proteggere le persone più fragili dalle ondate di calore. La sfida che abbiamo di fronte non è individuare singole buone pratiche, ma creare le condizioni, sfruttando anche le sinergie a livello associativo, affinché la transizione energetica sia un progresso condiviso, capace di generare valore ambientale, economico e sociale per tutti”, ha osservato.

![aumenti gas e caro energia [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/Imagoeconomica_1982382-350x250.jpg)
![[foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/Imagoeconomica_1852969-350x250.jpg)
![Julie Dabrusin, Wopke Hoekstra e Huang Runqiu [Foto: EC - Audiovisual Service]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/P-070065_00-01_01-ORIGINAL-656713-scaled-e1782144227922-350x250.jpg)




![La presidente del consiglio di vigilanza della BCE, Claudia Buch, in Parlamento europeo [Foto: Emilie GOMEZ Copyright: © European Union 2026 - Source : EP]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/buch-ep-120x86.png)


