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    Home » Net & Tech » Quattro europei su 10 contro la tassa UE sulle maggiori big tech al mondo, i dati di Polling Europe Euroscope

    Quattro europei su 10 contro la tassa UE sulle maggiori big tech al mondo, i dati di Polling Europe Euroscope

    In Italia la quota più ampia di sostegno all'idea, con il 46 per cento. Emerge dal sondaggio della società di ricerca nata dalla collaborazione tra SWG e OpinionWay

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    20 Luglio 2026
    in Net & Tech

    Bruxelles – Europei spaccati a metà sulla tassa UE alle maggiori aziende tecnologiche mondiali coe contributo al finanziamento del prossimo bilancio pluriennale comunitario, che andrà dal 2028 al 2034. È quanto emerge dall’ultima indagine di Polling Europe Euroscope – istituto di ricerche di mercato e sondaggi con sede a Bruxelles, frutto della joint venture tra SWG e OpinionWay – visionato in anteprima esclusiva da Eunews.

    Alla domanda ‘Siete d’accordo o in disaccordo con la proposta di una tassa a livello dell’Unione europea sulle maggiori aziende tecnologiche mondiali per contribuire al finanziamento del prossimo bilancio dell’UE a 27′, il 39 per cento risponde di essere a favore e il 21 per cento afferma di non saper rispondere. Il 40 per cento invece non ha dubbi: la sua risposta è contraria all’idea. Un po’ perché “le tasse aggiuntive sulle grandi aziende tecnologiche dovrebbero essere applicate a livello nazionale e finanziare i bilanci nazionali” – dovebbe essere così per il 29 per cento degli interpellati – e un po’ perché “è meglio non tassare le grandi aziende tecnologiche” – per l’11 per cento. Dunque, a ben vedere, il ‘no’ vero e proprio è riassunto dall’11 per cento, mentre il restante 29 per cento non è contrario al concetto della tassazione alle grandi aziende in quanto tale, quanto al fatto che sia europea e non nazionale.

    L’indagine analizza dati a livello paneuropeo, ma con suddivisioni per i 5 Stati più grandi: Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia. In questo contesto, l’Italia raccoglie la quota più ampia di sostegno alla tassa europea sulle grandi aziende tecnologiche, con il 46 per cento, a fronte di un 32 per cento contrario. Seguono la Polonia con il 42 per cento dei favorevoli (contrari 37 per cento), la Spagna (41 per cento a sostegno, contrari 37 per cento) e la Francia (38 per cento a favore, contrari 36 per cento). La Germania è il solo Paese tra i 5 analizzati in cui i favorevoli siano meno dei contrari: 36 per cento a favore e 45 per cento contrari.

     

    A livello di appartenenza politica degli intervistati, sono a favore il 51 per cento degli elettori de La Sinistra, il 49 per cento dei Socialisti (S&D) e dei Verdi, il 47 per cento di Renew Europe e il 41 per cento dei popolari (PPE). Gli elettori di Conservatori (ECR), di Patrioti per l’Europa (PfE) e dell’Europa delle Nazioni Sovrane (ESN) hanno le quote minori di sostegno con, rispettivamente, il 35 per cento, il 33 per cento e il 25 per cento.

    Nel campo in crescita e competitivo dell’Intelligenza artificiale, secondo un intervistato su due “l’Europa dovrebbe concentrarsi sul diventare il partner più forte degli Stati Uniti, piuttosto che il suo principale concorrente“. Lo sostiene il 50 per cento degli europei intervistati dal sondaggio, con picchi del 68 per cento in Polonia e del 54 per cento in Spagna. Mentre Germania (46 per cento), Italia (41 per cento) e Francia (37 per cento) sono sotto la soglia del 50 per cento. I contrari, tra i cinque Stati analizzati, si attestano al 16 per cento in Polonia, al 31 per cento in Spanga, al 36 per cento in Germania, al 38 per cento in Francia e, con la quota maggiore, in Italia con il 40 per cento. In questo contesto, il consenso a una maggiore partnership dell’Europa con gli USA è più forte a destra. Se solo una minoranza degli elettori di La Sinistra, di S&D e dei Verdi sostiene questa idea (rispettivamente il 39 per cento e il 46 per cento per socialisti e verdi), nel caso di Renew Europe questa quota raggiunge il 55 per cento, il 64 per cento tra i votanti del PPE e il 65 per cento tra quelli di ECR. Si scende di poco, al 58 per cento e al 55 per cento, per i Patrioti e i sovranisti (ESN).

    Infine, al quesito se, sui settori strategici, l’UE debba concedere un accesso preferenziale agli appalti pubblici e ai partenariati industriali solo alle aziende europee, o anche alle aziende provenienti da Paesi partner di fiducia non appartenenti all’UE, gli intervistati sostengono al 26 per cento l’ipotesi dell’accesso alle sole aziende europee e il 38 per cento allarga il campo anche a quelle di Paesi extra UE di fiducia. L’ipotesi di apertura a “tutte le aziende, indipendentemente dalla loro origine, se offrono il miglior prezzo e la migliore qualità” riscuote percentuali sotto il 20 per cento in tutti i cinque Paesi analizzati più da vicino. E, tra le famiglie politiche, il 20 per cento degli elettori de La Sinistra, il 21 per cento tra quelli di ECR e di PfE e il 30 per cento tra quelli di ESN.

    L’indagine è stata condotta online tramite metodo CAWI (Computer Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione UE di età pari o superiore a 18 anni. In totale sono state realizzate 5.048 interviste complete – raccolte tra il 3 e il 10 luglio 2026 -, distribuite proporzionalmente alla popolazione dei 27 Paesi dell’UE con una leggera correzione che consente di analizzare i dati a livello paneuropeo, con suddivisioni per i 5 Stati più grandi (Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia) e per 3 diverse aree: Europa orientale, Europa settentrionale, Europa meridionale. Per ciascun Paese sono state stabilite quote proporzionali per età e genere, calcolate in base ai parametri più recenti forniti da Eurostat.

    Tags: big techEuroscopeiaOpinionWaypartnershipPolling Europeswgtassaueusa

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