Bruxelles – L’iniziativa dei cittadini europei (ICE) “Fermiamo la distruzione di Internet: niente identità digitale e niente verifica dell’età” – in inglese “Stop Killing The Internet: No Digital ID & No Age Verification” – è stata registrata. La Commissione europea ha concluso oggi (22 luglio) la verifica della sua ammissibilità e, secondo il regolamento europeo sulle iniziative dei cittadini europei, ora gli organizzatori avranno a disposizione sei mesi per avviare il periodo di raccolta firme, che può durare fino a 12 mesi.
Nell’iniziativa, gli organizzatori hanno chiesto all’esecutivo di proporre una legislazione che garantisca che i sistemi di identità digitale e di verifica dell’età utilizzati per accedere ai servizi online nell’Unione rimangano “volontari, rispettosi della privacy e non discriminatori”. I promotori ritengono che i cittadini non dovrebbero esser costretti a identificarsi “per accedere a contenuti o servizi online leciti, a meno che non sia strettamente necessario, proporzionato e previsto dalla legge”. Pertanto, la legislazione dovrebbe prevedere: la verifica anonima o pseudonima dell’età basata su crittografia che tuteli la privacy; il divieto tecnico e legale di tracciamento tra servizi; la minimizzazione dei dati e divulgazione selettiva per impostazione predefinita; standard aperti obbligatori e protocolli crittografici pubblicamente verificabili; audit indipendenti in materia di sicurezza e diritti fondamentali; il divieto di tracciamento dei servizi da parte di attori terzi; il controllo parlamentare degli atti attuativi che definiscono le specifiche tecniche; e la garanzia di alternative non digitali equivalenti per tutti i cittadini.
Nell’iniziativa è sottolineato che “l’Europa può proteggere i minori senza costruire un livello di identità online permanente”, pertanto “l’identità digitale deve rimanere volontaria, rispettosa della privacy, decentralizzata e utilizzabile senza costringere i cittadini a utilizzare un portafoglio digitale gestito dallo Stato o dalle grandi aziende tecnologiche”. Ciò significa che “ai cittadini non deve essere richiesto di identificarsi per accedere a contenuti o servizi online leciti, a meno che non sia strettamente necessario, proporzionato e previsto dalla legge in conformità con gli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea“.
La registrazione odierna non influenza la decisione finale della Commissione sul merito, né eventuali azioni che potrebbe intraprendere. Una decisione definitiva arriverà solo se l’ICE raccoglierà almeno un milione di firme valide di cittadini dell’UE, con un numero di firme minimo in almeno sette Stati membri. Sempre oggi la Commissione ha bocciato l’iniziativa dei cittadini europei “Save Europe Act”, che chiedeva una moratoria sui nuovi canali di immigrazione non-occidentale e una revisione radicale delle politiche europee su migrazione e asilo.


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