Bruxelles – In Italia la povertà minorile è un’emergenza che colpisce soprattutto il Mezzogiorno, le aree periferiche e i quartieri urbani più svantaggiati, interessando in particolare le famiglie monoparentali e quelle numerose. È quanto emerge dal memorandum pubblicato oggi (23 luglio) dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, stilato al termine della visita nel Paese svolta lo scorso gennaio per valutare la situazione della povertà infantile e la tutela dei diritti umani.
Dopo quattro giorni di incontri e sopralluoghi, O’Flaherty conclude che i bambini rappresentano oggi “la fascia d’età più colpita dalla povertà in Italia”. Secondo il memorandum, il 13,8 per cento dei minori – circa un bambino su sette – vive in condizioni di povertà assoluta. Una quota che è aumentata negli ultimi anni, complice la combinazione di salari inadeguati e dell’aumento del costo della vita, che grava soprattutto sulle famiglie. Per invertire la tendenza, il Commissario invita l’Italia ad adottare “riforme strutturali”, accompagnate da “un’azione coordinata e finanziamenti sostenuti”, per garantire pienamente i diritti dei minori.
Sul fronte nazionale, l’Italia ha adottato un insieme di misure per contrastare la povertà, combinando sostegno al reddito, servizi sociali e piani strategici. Tra gli strumenti principali risultano l’Assegno unico e universale (AUU), destinato alle famiglie con figli e modulato in base all’ISEE, e l’Assegno di inclusione (ADI), che ha sostituito il Reddito di cittadinanza ed è rivolto ai nuclei più vulnerabili con minori, anziani o persone con disabilità. A queste misure si affiancano il Piano nazionale inclusione e lotta alla povertà e il rafforzamento dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) nei servizi sociali, con investimenti per aumentare il numero di assistenti sociali, psicologi ed educatori sul territorio.
Secondo il Commissario, però, queste misure non sono sufficienti. La povertà minorile, osserva il memorandum, incide su ogni aspetto della vita dei bambini, limitandone l’accesso alla salute, all’istruzione, a un’alimentazione adeguata, a un alloggio dignitoso e alle relazioni sociali. L’Italia dovrebbe mettere in campo “sforzi pianificati in modo coerente” per sostenere famiglie e minori che vivono in condizioni di povertà, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore vulnerabilità. “Dovrebbero essere introdotte misure di tutela per garantire che i minori e le famiglie che vivono in povertà non siano esclusi dalle indennità e dai servizi pertinenti a causa di requisiti di residenza o di cittadinanza, o di ostacoli tecnologici o burocratici”, sottolinea O’Flaherty.
Tra le raccomandazioni rivolte all’Italia, il Commissario invita le autorità ad adottare una strategia nazionale unica contro la povertà minorile fondata sui diritti umani, definire e finanziare i Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire misure di sostegno al reddito adeguate, senza escludere chi si trova in difficoltà in base alla composizione del nucleo familiare. Chiede inoltre un migliore coordinamento dei servizi sociali, la rimozione degli ostacoli all’accesso ad alloggi, alimentazione e assistenza, e finanziamenti stabili che assicurino la continuità delle misure anche dopo l’esaurimento delle risorse del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

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