Bruxelles – L’Unione europea ha preso posizione sull’episodio che ha coinvolto due diplomatici dell’ambasciata di Francia a Teheran lo scorso 19 luglio. “L’UE condanna con la massima fermezza l’aggressione” subita dai due funzionari ed “esprime la propria solidarietà alla Francia“, invitando l’Iran a “perseguire i responsabili dell’aggressione e a rispettare pienamente i propri impegni internazionali”. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, in una nota. Secondo la ricostruzione di Parigi, il 19 luglio due diplomatici francesi sono stati fermati, interrogati e trattenuti per alcune ore dalle forze di sicurezza iraniane, in quello che il governo francese ha definito una “grave violazione dell’immunità diplomatica”.
Le versioni dei fatti, tuttavia, divergono. Un funzionario del ministero degli Esteri iraniano, Mohammad Tanhaei, ha negato che i due diplomatici siano stati maltrattati, sostenendo che il personale di sicurezza li avrebbe semplicemente interrogati dopo averli visti incontrare persone oggetto di indagini per motivi di sicurezza. La Francia respinge questa ricostruzione.
Il portavoce del ministero degli Esteri francese, Pascal Confavreux, ha affermato che i due funzionari stavano incontrando un fornitore dell’ambasciata. Sempre secondo Parigi, durante il fermo sarebbero stati sequestrati i telefoni cellulari, impedito ogni contatto con la sede diplomatica e rivolte intimidazioni verbali. Uno dei due, l’addetto culturale, sarebbe stato inoltre vittima di violenza fisica.
Fermo il sostegno di Kallas a fianco di Parigi, ricordando che “tali atti costituiscono una palese violazione delle Convenzioni di Vienna e compromettono il corretto svolgimento delle relazioni diplomatiche“.
Il riferimento è alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, il trattato internazionale che disciplina i rapporti diplomatici tra gli Stati e definisce diritti e doveri delle missioni diplomatiche e del loro personale. In particolare, l’articolo 29 stabilisce che “la persona dell’agente diplomatico è inviolabile”: un diplomatico non può essere arrestato né detenuto e lo Stato ospitante – in questo caso l’Iran – è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per proteggerne la persona, la libertà e la dignità.









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