Bruxelles – “Convocare un vertice europeo di emergenza per le ondate di caldo e concordare misure concrete per rendere l’Europa immune”. Sul fronte caldo, i Verdi insistono. Dopo la richiesta ai ministri dell’Ambiente rimasta senza risposta, la co-presidente del gruppo, Terry Reintke, esorta ad azioni comunitarie più significative. In una lettera inviata ieri (30 luglio) alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio europeo, António Costa, e alla commissaria europea per la Preparazione alla crisi, Hadja Lahbib, Reintke ha spronato i tre a preparare “una risposta europea coordinata che protegga le persone”, prima che il caldo estremo diventi “un’emergenza”.
“L’Europa si trova ad affrontare un’altra estate di caldo estremo, con ondate di calore, incendi e siccità che colpiscono le comunità di tutto il continente”, ha ribadito Reintke, poichè “che un tempo era considerato un evento eccezionale sta diventando una realtà ricorrente per milioni di europei”. L’eurodeputata ha sottolineato che il continente europeo è la zona che si sta riscaldando più velocemente al mondo, condizionando “il modo in cui le persone vivono, lavorano e si mantengono in salute”.
In particolare, “è elevato il costo umano”: secondo le stime fornite dalla tedesca, le ondate di caldo uccidono “48.000 persone ogni anno in Europa”. Inoltre, “il 75 per cento degli edifici europei rimane inefficiente dal punto di vista energetico con il 26 per cento delle famiglie dell’Unione non è in grado di mantenere fresche le proprie case in estate”. Tra le persone più colpite figurano le persone a basso reddito, coloro che vivono in case mal isolate, gli anziani, i bambini e le persone la cui salute è già a rischio.
Pertanto il suo gruppo ha stilato una lista di priorità che richiedono un’azione urgente. Innanzitutto, “rendere gli edifici pubblici sicuri in caso di caldo estremo”. Ciò significa dotare scuole, ospedali e case di cura di zone d’ombra, ventilazione e sistemi di raffreddamento efficienti dal punto di vista energetico. A seguire, “proteggere i lavoratori” affinché si stabiliscano degli standard minimi a livello europeo che consentano di lavorare durante i periodi dell’anno più caldo, in particolare acqua, pause e orari di lavoro adeguati. La terza priorità è “mantenere le case fresche e accessibili”, dando priorità alle famiglie vulnerabili, rendendo le abitazioni resistenti al caldo e garantendo l’accesso a sistemi di raffreddamento efficienti.
Parlando di raffreddamento, i Verdi aggiungono alla lista “rinfrescare le nostre città”, un’azione possibile solo piantando più alberi, creando zone d’ombra negli spazi pubblici e distribuendo più acqua. Successivamente, “sfruttare l’energia solare”, attraverso l’installazione di pannelli solari sui tetti degli edifici pubblici e “fornire rifugi freschi”, aprendo edifici pubblici idonei alle persone che necessitano di un luogo sicuro durante i periodi di caldo estremo. Infine “rafforzare la preparazione civile” attraverso il Meccanismo europeo di protezione civile al fine di garantire risposte rapide e coordinate alle emergenze legate al clima.
“Il costo della preparazione dell’Europa al caldo estremo non può ricadere solo sui cittadini e sui bilanci pubblici”, ha osservato l’eurodeputata, ma rendere etici e comunità resistenti al calore spetta anche “alle maggiori compagnie di combustibili fossili”. Il principio è il seguente: “coloro che hanno maggiormente contribuito alla crisi climatica dovrebbero anche contribuire a proteggere le persone dalle sue conseguenze”.
Alla fine della lettera Reitke ha chiesto ai destinatari quali misure concrete intendono adottare nei prossimi mesi, perché “l’Europa non può iniziare a prepararsi solo durante la prossima ondata di caldo”. Ha poi concluso affermando che “l’UE non può prevenire ogni ondata, ma può fare molto di più per ridurne l’impatto”.



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