Bruxelles – La messa al bando del partito Yabloko, l’ultimo partito di opposizione russo non direttamente controllato dallo Stato? “Dimostra sostanzialmente che la Russia ha paura e per questo ha davvero bisogno di eliminare qualsiasi voce dissenziente“. È questa la posizione della Commissione europea in merito alla sentenza della Corte suprema di Mosca che ieri (10 agosto) ha escluso il partito d’opposizione, e soprattutto contrario alla guerra d’aggressione russa in Ucraina, Yabloko, dalle elezioni legislative di settembre.
In occasione del briefing quotidiano con la stampa, la portavoce della Commissione europea, Anita Hipper ha ribadito che la sentenza non è altro che “un’ulteriore testimonianza dell’azione della Russia contro le libertà fondamentali e della continua pressione sulle figure dell’opposizione”. Mettendo a tacere l’opposizione politica, “il Cremlino sta eliminando qualsiasi voce interna critica nei confronti della sua ingiustificata guerra di aggressione contro l’Ucraina“, ha aggiunto, sottolineando che dovrebbe essere “una sorpresa, ma non lo è”.
Critiche alla vicenda sono arrivate anche dal Partito democratico europeo che sui suoi canali social ha definito la decisione un “altro attacco al pluralismo politico e all’opposizione democratica”. Secondo gli esponenti del partito “il regime di Putin” teme ogni voce “invochi pace, libertà e democrazia”, pertanto è necessario che l’Europa si schieri al fianco di queste voci. Per i democratici può farlo solo se: aumenta la pressione sul Cremlino, imponga ulteriori sanzioni mirate e sostenga coloro che lottano per una Russia libera, pacifica e democratica.
Con oltre 28.000 iscritti, 79 sezioni regionali e più di 600 organizzazioni locali, il Partito democratico unito russo Yabloko è a favore di un’economia di mercato socialmente orientata, delle pari opportunità, dell’inviolabilità della proprietà privata, della concorrenza politica ed economica, nonché del rafforzamento delle istituzioni democratiche e dello Stato di diritto. Il partito collabora inoltre con organizzazioni per i diritti umani e l’ambiente, sindacati e nuove iniziative civiche per la tutela dei diritti umani in ambito sociale. Il suo slogan è “Per la libertà e la giustizia!“.











