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    Home » Cronaca » Ceuta scuote Copenaghen, Frederiksen: “Se ripartono i flussi migratori, chiudiamo le frontiere”

    Ceuta scuote Copenaghen, Frederiksen: “Se ripartono i flussi migratori, chiudiamo le frontiere”

    La premier danese ha convocato una seduta straordinaria al Folketing per discutere della crisi di Ceuta e delle possibili conseguenze sui confini europei

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    12 Agosto 2026
    in Cronaca, Politica Estera
    METTE FREDERIKSEN PRIMO MINISTRO DANIMARCA - CEUTA

    METTE FREDERIKSEN PRIMO MINISTRO DANIMARCA FONTE: IMAGOECONOMICA

    Bruxelles – La premier danese, Mette Frederiksen, non arretra di un millimetro sulla questione migrazione. Anzi, proprio oggi (12 agosto), intervenendo al Parlamento danese, ha rinnovato la sua determinazione nel voler mantenere controllata la gestione dei flussi migratori. Di fronte al Folketing, riunito in seduta straordinaria per discutere della crisi di Ceuta, ha ribadito che “una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l’Europa“, definendo “inquietanti” le immagini arrivate dall’enclave spagnola.

    “Continuiamo a seguire la situazione con estrema attenzione”, ha detto Frederiksen, assicurando che il governo non esiterà “nemmeno per un secondo” ad adottare le “misure necessarie” qualora si verificassero nuovi movimenti di migranti attraverso l’Europa. E tra le misure possibili c’è anche l’inasprimento dei controlli alle frontiere, fino alla loro chiusura completa, in ultima istanza, con la polizia incaricata di controllare tutti gli ingressi nel Paese.

    Un’ipotesi tutt’altro che teorica. Secondo la premier, i piani di emergenza sono già pronti e i controlli possono essere intensificati “con poche ore di preavviso”. “L’aspetto importante in relazione a Schengen è che, se in un Paese sorgono problemi – che si tratti di criminalità o di rifugiati – l’arma più efficace che abbiamo in Danimarca è il controllo delle frontiere“, ha dichiarato alla stampa, come riporta TV 2 Nyheder. “Sono una convinta sostenitrice del controllo delle frontiere”, ha aggiunto.

    La seduta straordinaria del Folketing arriva mentre la crisi migratoria di Ceuta continua a scuotere gli equilibri europei. Tra il 30 e il 31 luglio, circa 80 mila migranti dal Marocco hanno raggiunto l’exclave spagnola in territorio nordafricano, provocando una crisi che ha riaperto il confronto sul controllo delle frontiere interne e sul futuro di Schengen. Madrid e Roma sono finite al centro dello scontro dopo il rifiuto italiano di riaprire lo spazio Schengen con la Spagna, una misura che resterà in vigore almeno fino al 15 agosto. La risposta del governo di Pedro Sánchez è stata l’introduzione di controlli per chi arriva dall’Italia.

    Ma la crisi non si limita al confronto tra Roma e Madrid. Berlino ha chiesto all’Italia di riprendere i trasferimenti dei cosiddetti dublinanti, riaprendo un dossier che rischia di trasformare la gestione dei flussi in un nuovo terreno di scontro tra Stati membri. E proprio su questo terreno Frederiksen rappresenta una delle principali sponde europee di Giorgia Meloni: le due premier condividono la necessità di rafforzare i rimpatri e spostare fuori dai confini europei parte della gestione migratoria, anche attraverso centri per i rimpatri in Paesi terzi.

    Nel dibattito al Folketing è emerso anche il delicato rapporto tra Danimarca e UE in materia di giustizia e affari interni. Frederiksen ha chiarito che “al momento non esiste alcun piano” per un referendum sull’opt-out danese, la deroga che tiene Copenaghen fuori da parte delle norme europee su asilo, immigrazione, controllo delle frontiere, diritto penale e cooperazione di polizia.

    La premier ha però difeso con forza la permanenza della Danimarca nello spazio Schengen, mettendo in guardia dalle conseguenze di un’eventuale uscita. Una posizione che la distingue dai partiti della destra più dura, come il Dansk Folkeparti, che chiede invece di abbandonare Schengen e introdurre controlli permanenti alle frontiere. Frederiksen, dunque, vuole più frontiere, ma non meno Europa. La sua linea è quella di utilizzare fino in fondo gli strumenti nazionali di controllo restando dentro il sistema Schengen. E dopo Ceuta, il messaggio lanciato dal Parlamento danese è netto: se i flussi ripartiranno, Copenaghen è pronta a reagire in poche ore.

    Tags: area SchengenCeutadanimarcaflussi migratoriFolketingitaliaMaroccoMette FrederiksenNord Africaue

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