Bruxelles – Crolla il centro dei cristianodemocratici tedeschi davanti all’ascesa dell’ultra destra dell’AfD (Alternative für Deutschland) e della Linke, la Sinistra. Le due tornate elettorali che si sono svolte ieri (20 settembre) hanno interessato il Lander nord-orientale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore e quello di Berlino. Due spogli da cui esce maciullato il partito del cancelliere tedesco, che non entra neanche nel Parlamento del Lander di Meclemburgo-Pomerania Anteriore e perde il governo della capitale che condivideva con i socialdemocratici. A fine giornata, il cancelliere Friedrich Merz non usa mezzi termini: “Un disastro, ma non mi dimetto, vado avanti”.
A crescere è l’AfD: in Meclemburgo-Pomerania Anteriore è prima forza con il 38,2 per cento del sostegno e a Berlino terzo con il 15,8 per cento (quasi sette punti in più sul 2023). Nella capitale, però, non sfonda e nel Lander Meclemburgo-Pomerania Anteriore appare improbabile che possa governare, dopo che le altre forze hanno affermato di non voler creare alleanze con l’ultradestra. La sorpresa arriva dalla Sinistra della Linke che, per la prima volta, conquista la capitale tedesca (24,9 per cento dei consensi), aprendo all’ipotesi di un governo con i socialdemocratici dell’SPD (12 per cento) e con i Verdi (14,3 per cento). La CDU è seconda a Berlino con il 19,2 per cento,
Le due elezioni hanno visto un importante calo del tasso di astensionismo. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore ha votato il 78,1 per cento degli aventi diritto, contro il 70,8 per cento delle elezioni del 2021. A Berlino l’affluenza è stata del 74,2 per cento, in forte aumento rispetto al 62,9 per cento registrato nel 2023. Più nel dettaglio, in Meclemburgo-Pomerania Anteriore tiene la SPD, seconda al 35,5 per cento, mentre Die Linke è terza con il 6,5 per cento, seguida dai Verdi al 5,7 per cento. Fuori la CDU con il 4,9 per cento e il BSW dei dissidenti fuoriusciti dalla Linke (che prende il 4,8 per cento). Nell’assemblea legislativa, siederanno 32 membri di AfD, 29 socialisti, 5 verdi e 5 della Sinistra. Non potrà dunque ricrearsi la maggioranza uscente – SPD e Linke – a meno che non si allarghi ad includere i verdi. In ogni caso, però, le altre forze dell’aula hanno escluso una collaborazione con l’ultra destra dell’AfD.
A fine giornata, mentre Merz dichiara di non lasciare la guida della Germania, di voler comunque assumersi la “responsabilità” e di “portare avanti il Paese”, a festeggiare sono la leader di AfD, Alice Weidel, che invita invece il cancelliere a un passo indietro – “Merz tragga le conseguenze, lo faccia per la Germania. Siamo diventati noi il partito più forte”, afferma – e la futura neosindaca di Die Linke, Elif Eralp. Quest’ultima appare sempre più l’argine all’ascesa apparentemente inarrestabile dell’ultradestra e nel voto di ieri ha dimostrato di poterlo essere. Avvocatessa dei diritti umani, figlia di rifugiati turchi, parla di alloggi accessibili a tutti e di più integrazione. Ieri sera ha celebrato sottolineando che la vittoria è “il segnale dell’amore e della giustizia (che) hanno vinto sull’odio” propugnato dall’estrema destra. “Care berlinesi e berlinesi, da oggi cambiamo la nostra città. Abbiamo scritto una pagina di storia”, ha affermato.

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