Bruxelles – Germania, anno zero. L’estrema destra vince le elezioni per la prima volta dalla sconfitta del reich nazista, e la federazione si riscopre improvvisamente proiettata ad un passato che si credeva superato. In Sassonia-Anhalt si impone Alternative für Deutschland (AfD), formazione nazionalista negazionista sul clima, anti-immigrazione, anti-islam, anti-Unione europea, anti-euro, anti-tutto ma non antinazista. Una vittoria attesa e marcata: 43,8 per cento dei consensi, anche oltre le previsioni, tra gli 1,7 milioni di elettori del piccolo Land Staccata, e di molto, la CDU del cancelliere Friedrich Merz, secondo partito con il 17,2 per cento dei voti. Non superano la soglia psicologica del 10 per cento i socialdemocratici dell’SPD, terzi con il 9,3 per cento.
Esulta, e comprensibilmente, il leader locale di AfD, Ulrich Siegmund, che parla di risultato “sensazionale”. L’affermazione senza precedenti pone interrogativi su una Germania che tenta una reazione immunitaria agli estremismi con un cordone sanitario di non collaborazione. Nessun partito si dichiara disponibile a formare coalizioni con AfD, prima forza politica ma senza i numeri necessari per governare da sola.
AfD avrebbe ottenuto 39 seggi, tre in meno dei 42 richiesti per la maggioranza. Ma CDU (15 seggi), SPD (8), Verdi (8) e il partito di sinistra die Linke (8) insieme ne collezionerebbero anche uno in meno dell’estrema destra. L’ago della bilancia, in un senso o nell’altro, rischia di esserlo BSW, il partito costituito dalla scissione interna alla die Linke che avrebbe già iniziato a esplorare possibilità di cooperazione, anche con AfD. Il rischio adesso è l’ingovernabilità per la regione della Sassionia-Anhalt.
Siegmund esclude la possibilità di andare avanti con governi di minoranza, e rilancia: “Se necessario, si terranno nuove elezioni, e otterremo comunque il 50 o il 55 per cento”. È una sfida non più all’intero spettro politico-partitico tedesco, quanto una all’intera nazione che riscopre le debolezze e le fragilità della Repubblica di Weimar.
Intanto in Italia i partiti di governo si spaccano. Prende le distanze il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, secondo cui la vittoria di AfD in Sassiona-Anhalt è “l’affermazione di una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia, ed è una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale”. Esulta invece l’altro vicepresidente del Consiglio e leader della Lega, Matteo Salvini: “È un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro”. Dalla Germania est “nessun pericolo, si chiama Democrazia. Un’altra Europa è possibile”,
Le esternazioni dei vari Salvini producono, da Varsavia, la reazione stizzita del primo ministro polacco, Donald Tusk, che affonda il colpo: “In Polonia solo gli idioti e i traditori possono gioire del trionfo dell’AfD“. Preoccupato anche il ministro delegato per gli Affari europei della Francia, Benjamin Haddad: “È un momento grave per l’Europa vedere l’estrema destra vincere le elezioni regionali in Germania. Non possiamo dimenticare la nostra storia. Nazionalismo e xenofobia non saranno mai una soluzione. Non dobbiamo mai smettere di difendere i nostri valori democratici e il progetto europeo”.
Intanto l’Unione europea si sveglia con l’estrema destra prima forza in Germania, e con gli interrogativi del caso a cui dover rispondere. Dai banchi dei socialisti l’europarlamentare Sandro Ruotolo (PD/S&D), esorta ad una nuova stagione politica: “La risposta è ricostruire un’Europa sociale: casa, salari dignitosi, lavoro, sanità, istruzione e sicurezza sociale. Dobbiamo togliere all’onda nera il terreno sul quale prospera”.
![Ulrich Siegmund, leader di AfD in Sassonia-Anhalt [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/Imagoeconomica_2714842-e1788775146748-750x375.jpg)









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