Bruxelles – Nel 2023 le imprese europee che producevano articoli sportivi erano 5.370, per un fatturato complessivo di 8 miliardi di euro. L’Italia è il primo Paese UE per fatturato, con 2,1 miliardi di euro, e conta 448 produttori. È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati da Eurostat in occasione della settimana europea per lo sport.
Il settore dà lavoro a 1,8 milioni di persone nell’Unione europea, pari allo 0,9 per cento dell’occupazione totale. Tra il 2024 e il 2025 gli occupati nel settore sono aumentati dell’8,1 per cento, circa 150 mila persone in più. Il dato comprende sia chi lavora in attività sportive, sia gli addetti a professioni sportive al di fuori del settore.
Il comparto resta però a prevalenza maschile: nel 2025 gli uomini rappresentavano il 56,3 per cento degli occupati contro il 43,7 per cento delle donne. In Italia il divario è ancora più marcato, con gli uomini intorno al 58 per cento degli occupati nello sport. All’estremo opposto l’Estonia, dove le donne sono il 53,8 per cento, mentre in Belgio gli uomini arrivano al 69,9 per cento.
Lo sport europeo è inoltre un settore particolarmente giovane: il 36,2 per cento degli occupati ha tra 15 e 29 anni, più del doppio rispetto alla quota dei giovani nell’occupazione complessiva, pari al 17,1 per cento. La percentuale supera il 50 per cento in Finlandia (53,4 per cento) e il 40 per cento in altri sette Paesi, mentre scende al 14,4 per cento in Lituania. Anche la formazione universitaria mostra un forte squilibrio di genere: nell’istruzione terziaria – università, corsi professionalizzanti – gli studenti di sport sono circa 269 mila e per ogni cinque uomini ci sono appena due donne.










