Bruxelles – Più tagli e maggior semplificazione della burocrazia europea. L’opposto, insomma, di quanto sostenuto dal presidente del Consiglio europeo, Antònio Costa, di prevedere nuove risorse proprie nel bilancio 2028-2034 dell’Unione europea. Posizioni, quelle dell’ex premier portoghese, che la Germania bolla come “fuori dalla realtà”. Sono chiari i moniti che il ministro federale per l’Europa tedesco, Gunther Krichbaum, e la ministra austriaca per l’Europa, l’integrazione e la famiglia, Claudia Bauer, lanciano al loro arrivo al Consiglio Affari generali dell’UE, oggi (22 settembre) a Bruxelles. Sul tavolo della riunione c’è il dibattito orientativo sul futuro del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 e Germania e Austria non perdono l’occasione per confermarsi dalla parte dei Paesi cosiddetti “frugali” – assieme a Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia – attenti al rigore e refrattari a un eccesso di spesa e al debito comune.
Krichbaum ha ribadito che il suo governo chiede “una riduzione della proposta della Commissione di diverse centinaia di miliardi di euro”. E ha scandito il ‘No’ di Berlino anche alle parole espresse ieri (21 settembre) dal presidente Costa che in un’intervista a Politico ha dichiarato che il bilancio dell’Ue avrebbe bisogno di tasse che i governi nazionali non stanno già riscuotendo. Secondo il ministro tedesco, si tratta di “suggerimenti non esattamente utili” e “bisogna chiedersi se nel frattempo il signor Costa abbia completamente perso il contatto con la realtà. Al contrario, la Germania esorta a “maggiore realismo”, perchè “i bilanci nazionali sono sottoposti a una pressione enorme”. L’obiettivo di Berlino è inviare “un segnale chiaro in direzione della modernizzazione”. Ciò significa “valutare in quali settori investire”, come le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, “settori in cui non dobbiamo rimanere indietro rispetto a Cina, Stati Uniti e molti altri”.
Per la ministra Bauer la priorità resta la semplificazione. L’austriaca ha ricordato che “la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato più di 20 nuove iniziative legislative nel suo discorso sullo Stato dell’Unione della scorsa settimana”. Pertanto, “chi cerca di combattere la crescente burocrazia con sempre più leggi, finisce per spegnere incendi con la carta“, ha osservato. Pur sostenendo i pacchetti di semplificazione ‘Omnibus’, per Vienna “l’ordine delle priorità andrebbe invertito”. Per questo motivo il governo oggi presenterà un documento informale – di cui è stata promotrice anche l’Italia – in cui prescrive a Bruxelles e all’Unione europea un anno di riduzione della burocrazia. “Il punto è che dovremmo concentrarci per un anno sull’applicazione delle norme, sulla semplificazione e anche sull’eliminazione delle normative superflue”, ha illustrato Bauer. Un principio che secondo l’Austria andrebbe applicato anche al QFP. Più nel dettaglio, la sua ricetta per il bilancio pluriennale dell’UE prevede che “il volume totale diminuisca in modo significativo” e che sia concentrato “sui settori in cui si prevedono i maggiori benefici per l’Austria” come “la ricerca e l’innovazione, il settore scientifico e imprenditoriale, nonché l’agricoltura e lo sviluppo regionale”. Non serve “il bilancio più cospicuo possibile nell’Unione europea; ci serve quello più efficace”, ha affermato cercando di sintetizzare la posizione dei ‘frugali’ che, “pur rappresentando meno di un terzo degli Stati membri dell’UE”, forniscono “quasi due terzi del bilancio dell’UE”. Per questo, serve “una zona di atterraggio realistica”.



![[foto: Sergio Oliverio/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/Imagoeconomica_2792741-350x250.jpg)






