Bruxelles – Più opportunità lavorative, più investimenti e più commercio. Sono gli obiettivi dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Filippine su cui oggi (22 settembre), dopo una videochiamata tra il commissario per il Commercio, Maroš Šefčovič, e la segretaria al Commercio e all’Industria filippina, Maria Cristina Aldeguer-Roque, Bruxelles e Manila hanno raggiunto una intesa “sostanziale”. La strada è stata tracciata, ora i negoziatori dovranno completare il lavoro per arrivare alla conclusione formale dell’intesa nei prossimi mesi. Un’intesa che, secondo il commissario Šefčovič, “approfondirà i legami economici con una delle economie più dinamiche del Sud-est asiatico”, rafforzando al tempo stesso la presenza europea nella regione.
Con Manila, la strada percorsa finora ha preso svariate pieghe negli ultimi dieci anni. L’UE e le Filippine hanno avviato i negoziati nel 2015, prima di interromperli dopo due round. I colloqui sono ripresi nel marzo 2024, con l’obiettivo di costruire un accordo moderno e incentrato anche sulla sostenibilità. Nel 2025, l’UE era il quarto partner commerciale delle Filippine e rappresentava l’8,3 per cento del commercio totale di beni del Paese. Nel 2023 la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva visitato Manila proprio per rilanciare il negoziato. Ieri, la telefonata tra la capa di Berlaymont e il presidente filippino Ferdinand R. Marcos Jr. ha preparato il terreno per l’annuncio di oggi.
Il nuovo accordo prevede la liberalizzazione di oltre il 94 per cento delle linee tariffarie, che coprono più del 97 per cento dei beni scambiati tra le due parti, ha spiegato Šefčovič. Per l’Europa significa nuove opportunità per le imprese, ma anche per gli agricoltori: “Già oggi registriamo un surplus agricolo con le Filippine”, ha sottolineato, con oltre 2 miliardi di euro di esportazioni contro 1,4 miliardi di importazioni.
Centrali sono anche gli investimenti e la resilienza delle catene di approvvigionamento. “Abbiamo bisogno di catene più forti e diversificate, in un momento in cui la resilienza è diventata una priorità strategica”, ha detto il commissario, citando tra gli esempi i semiconduttori. L’intesa punta inoltre a creare nuove opportunità nel settore delle energie rinnovabili, dove Manila vuole aumentare la propria capacità.
Il potenziale di crescita è “ben oltre i livelli attuali”, che già registrano numeri importanti: nel 2025 gli scambi bilaterali di beni ammontavano a 17,6 miliardi di euro, mentre nel 2024 quelli di servizi hanno raggiunto i 10,3 miliardi. Lo stock di investimenti diretti esteri dell’UE nelle Filippine era pari a 15,4 miliardi di euro, contro i 2,4 miliardi di investimenti filippini nell’Unione. “Sono convinto che il nostro commercio bilaterale con le Filippine abbia spazio per crescere ben oltre i livelli attuali”, ha sottolineato Šefčovič. Ma oltre ai numeri c’è una dimensione strategica perché “questo accordo manda un segnale chiaro che l’UE sta rafforzando il proprio impegno nell’Indopacifico”.
E le mire di Bruxelles non si fermano a Manila. “Il Sud-est asiatico è la regione in cui essere”, ha detto il commissario, ricordando i progressi con l’Indonesia e ora con le Filippine, ma anche i negoziati in corso con Thailandia e Malaysia. L’obiettivo più ampio è “rafforzare progressivamente la rete di relazioni commerciali europee nell’area”. “Ora il lavoro passa alla conclusione dell’accordo”, ha concluso Šefčovič. I negoziatori dovranno formalizzare l’intesa nei prossimi mesi, perché imprese e cittadini di entrambe le parti possano iniziare a beneficiarne il prima possibile.











