Bruxelles – L’abitare è sempre più un affare da ricchi. Secondo Eurostat, l’Agenzia di statistica dell’Unione europea, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni nell’UE sono cresciuti del 4,7 per cento, mentre i canoni di locazione – cioè i costi degli affitti – sono aumentati del 3 per cento, rispetto al secondo trimestre del 2025. In confronto ai primi tre mesi del 2026, i prezzi degli immobili hanno registrato un incremento dell’1,2 per cento, mentre gli affitti dello 0,7 per cento. Tra il 2025 e il secondo trimestre del 2026, il valore degli immobili è salito del 4,1 per cento e gli affitti del 2,6 per cento.
Confrontando il secondo trimestre del 2026 con la media annua del 2025, in 18 Stati membri – quando erano disponibili i dati – i prezzi degli immobili sono lievitati più rapidamente rispetto agli affitti. Le crescite maggiori dei prezzi degli immobili si sono registrate in Bulgaria (+14,3 per cento), Portogallo (+14,2) e Lituania (+12,8). Viceversa, Finlandia (-1,5) e Francia (-1,4) sono gli unici Stati con dei cali. Nello stesso periodo, i prezzi degli affitti sono cresciuti in tutti gli Stati membri. I rialzi più marcati sono stati rilevati in Romania (+41,2 per cento), Croazia (+22,1) e Slovenia (+10,2), mentre quelli più contenuti in Estonia e Finlandia (+0,1 entrambe) e in Lussemburgo (+1,2). Per quanto riguarda l’Italia, tra il secondo quadrimestre del 2025 e del 2026, si è osservato un aumento del costo degli immobili del 4 per cento.
Eurostat sottolinea che tra il 2010 e il secondo trimestre del 2011, i prezzi delle abitazioni e gli affitti nell’UE hanno seguito un andamento simile, per poi evolvere in modo diverso. Laddove gli affitti sono aumentati costantemente, i prezzi delle abitazioni hanno registrato un andamento più variegato. In particolare, si è distinto un incremento notevole tra il primo trimestre del 2015 e il terzo trimestre del 2022, seguito da un lieve calo e una fase di stabilizzazione, prima di tornare a salire a partire dal 2024.











