Bruxelles – Maggior flessibilità e nuove misure per affrontare il caro-energia e il caro-vita? Al tavolo dei ventisette capi di Stato UE che si sono riuniti oggi (15 ottobre) per il Consiglio europeo, l’intesa fatica ad arrivare. Soprattutto sul punto relativo al sistema di scambio delle emissioni ETS. Qui, fonti europee hanno riferito che dal gruppo dei Paesi Visegrad – Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria – insieme a Italia, Cipro e Grecia, è arrivata la proposta di posticipare l’entrata in vigore dell’ETS2, che estende il mercato del carbonio a edifici e trasporto su strada, facendo slittare in avanti la data di attivazione prevista del 2028. Al contrario, gli Stati membri più ambiziosi sul fronte climatico si sono mostrati contrari dopo che stamattina Finlandia, Svezia e Danimarca avevano messo in guardia Bruxelles dal pericolo di annacquare l’ETS. In una lettera, i tre Paesi hanno evidenziato che il sistema “è stato il motore principale di questa transizione” e che qualsiasi “indebolimento minerebbe la prevedibilità da cui dipendono le decisioni di investimento e rischierebbe di rallentare il ritmo della decarbonizzazione industriale”.
In generale, però, a quanto trapela a Bruxelles, le sole misure straordinarie con effetto “nel breve termine” contro il caro-energia sono gli aiuti di Stato, sul quale l’UE prorogherà il quadro temporaneo per l’energia.
Il tema energetico ha richiesto più tempo del previsto al punto che la discussione sul bilancio pluriennale (QFP) è iniziata solo nel tardo pomeriggio, mentre la questione sull’allargamento verrà affrontata dopo cena. Il tema del bilancio vede su posizioni opposte due fronti di Paesi, i frugali e gli ‘Amici della Coesione. Fonti UE hanno riferito che oggi è il “momento di sedersi attorno a una posizione comune per ascoltarsi” e che in un secondo momento sarà il presidente del Consiglio europeo, Antònio Costa, a lavorare sul testo in vista del Consiglio europeo di dicembre. Le fonti hanno lasciato intendere inoltre che ci saranno dei tagli da “milioni di euro” e che la decisione è rimandata a fine anno.
A fine della prima giornata del Consiglio europeo, sembra dunque che molti punti dell’agenda siano stati aperti senza conclusioni finali. Nel frattempo, è arrivato a Palazzo Europa il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, con un giorno di anticipo rispetto al previsto. Non è stato reso noto il suo programma di eventuali incontri, quel che è certo è che domani mattina avrà un confronto con tutti i capi di Stato e di governo nel secondo giorno di lavoro del Consiglio europeo.


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