Bruxelles – Anche le app dedicate a viaggi e soggiorni devono rispettare il regolamento sui servizi digitali dell’UE (DSA). Oggi (21 ottobre) la Commissione europea ha avviato un’indagine su come Booking.com “contrasta truffe e frodi ai sensi del DSA”. Palazzo Berlaymont ha dato inizio a un “procedimento formale” perchè ritiene che l’app non abbia “valutato con la dovuta diligenza né mitigato efficacemente i rischi legati ad annunci fraudolenti e tentativi di phishing” – cioè le truffe informatiche. “I cittadini europei devono poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di subire truffe”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen.
Secondo quanto riportato in una nota stampa, la piattaforma avrebbe violato il DSA anche in materia di trasparenza, perchè non avrebbe segnalato chiaramente” come pubblicità gli annunci i cui inserzionisti hanno pagato per ottenere un posizionamento più elevato nei risultati di ricerca mostrati agli utenti”. Virkunnen ha sottolineato che il DSA “stabilisce responsabilità precise per le piattaforme nel gestire tali rischi” e per questo motivo, “dobbiamo garantire che la principale piattaforma di prenotazione in Europa prenda seriamente in considerazione tali responsabilità“.
La Commissione effettuerà un’indagine approfondita in via prioritaria, continuando a raccogliere prove, ad esempio inviando ulteriori richieste di informazioni, conducendo colloqui o ispezioni. L’avvio di un procedimento formale conferisce inoltre all’esecutivo comunitario il potere di adottare ulteriori misure di esecuzione, quali misure provvisorie e decisioni di non conformità con il regolamento.
La vicenda è stata sollevata anche durante il briefing quotidiano con la stampa di oggi. In tale occasione, il portavoce della Commissione europea, Thomas Reigner, ha spiegato che “il nostro obiettivo non è solo chiudere i casi, ma vincerli in tribunale, poiché sappiamo che le nostre decisioni saranno contestate. Pertanto, il lavoro continua”. Reigner ha precisato che Palazzo Berlaymont sta conducendo “queste indagini con estrema cura e serietà, avvalendoci di una mole significativa di prove” e che no bisogna dimenticare “che le aziende hanno il diritto di difendersi, il che richiede inevitabilmente del tempo”. Dunque, “seguiremo sempre il dovuto processo, assicurandoci però di disporre di casi solidi da poter difendere in sede giudiziaria”, ha concluso.
Il regolamento sui servizi digitali introduce norme per i servizi online utilizzati dai cittadini europei nella loro vita quotidiana, come i mercati online, i social media, gli app store e le piattaforme online per prenotare viaggi e soggiorni. Il suo obiettivo è creare uno spazio digitale che rispetti i diritti fondamentali dei cittadini e dei consumatori, stabilendo un insieme chiaro di norme valide in tutta l’UE e consente alle piattaforme più piccole, alle piccole e medie imprese (PMI) e alle start-up di espandersi in Europa.
Alla notizia ha reagito l’app. “Booking.com collabora pienamente con la Commissione europea e partecipa in modo costruttivo al confronto sulle questioni sollevate nell’ambito del Regolamento sui servizi digitali (Digital Services Act, DSA)”, replica l’azienda di prenotazioni online. “La sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati personali sono priorità assolute per Booking.com.“, aggiunge. “Confermiamo il nostro impegno a collaborare con i governi e le autorità di regolamentazione competenti, le forze dell’ordine e i partner del settore per contrastare la criminalità informatica e le frodi online e proteggere i viaggiatori e i partner”, ha evidenziato.


![Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva [Brasilia, 3 aprile 2025. Foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/10/Imagoeconomica_2421771-350x250.jpg)








