Bruxelles – La previsione di un termine assoluto di prescrizione di quindici anni per le frodi gravi in materia di IVA è compatibile con il diritto dell’Unione europea, purché non determini un rischio sistemico di impunità. Il chiarimento arriva dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea con la sentenza del 15 ottobre 2026, causa C-321/25.
“La durata – sottolinea Alfredo Accolla, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – è considerata, in linea di principio, ragionevole anche per procedimenti articolati su tre gradi di giudizio. I ritardi o i cambiamenti del collegio giudicante in un singolo processo non bastano, da soli, a dimostrare un rischio sistemico di mancata punizione”, ha osservato.
“La Corte Ue ha anche precisato che gli Stati membri possono anche stabilire pene detentive massime più elevate per la partecipazione a un’organizzazione criminale rispetto a quelle previste per i reati che essa mira a commettere, nel rispetto del principio di proporzionalità”, ha concluso.
Le sanzioni devono comunque rispettare il principio di proporzionalità e garantire un’effettiva tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea.



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