Bruxelles – Progressi nell’ambito dell’occupazione, dell’istruzione e la cura della prima infanzia: la Commissione europea ha pubblicato oggi (3 novembre) la terza relazione sulla attuazione del Quadro strategico dell’Unione europea per i Rom – lo strumento di indirizzo e coordinamento creato dall’UE per promuovere l’inclusione sociale, economica e culturale della popolazione Rom e Sinti -, che copre il periodo da giugno 2023 a marzo 2025. Il testo individua il modo in cui il documento fa progredire l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione della minoranza, delineando anche “le restanti sfide”. Secondo quanto comunicato in una nota stampa dell’esecutivo comunitario, oltre a occupazione, istruzione e la cura della prima infanzia, si sono registrati dei passi in avanti anche in termine di politiche di uguaglianza e inclusione, nonchè “un maggiore riconoscimento politico dell’antiziganismo” – il pregiudizio e l’odio generalizzato verso i popoli rom, sinti e altri gruppi.
La relazione sottolinea che “la grave deprivazione materiale tra i Rom è diminuita in modo significativo, passando dal 62 per cento nel 2016 al 37 nel 2024”, mentre la percentuale dei giovani che lavorano, studiano o seguono una formazione è passata dal 38 al 53 per cento. Per quanto riguarda la deprivazione abitativa, si è rilevato un calo, passando dal 61 al 47 per cento. La percentuale di Rom che lavora percependo uno stipendio è aumentata dal 43 al 54 per cento, e “si prevede che la maggior parte degli obiettivi connessi all’occupazione sarà raggiunta entro il 2030”.
Il report precisa che “circa la metà degli Stati membri ha riferito di aver adottato misure per migliorare l’accesso dei rom ad alloggi adeguati, non segregati, e ai servizi essenziali, avvalendosi di un mix di interventi mirati e di sistemi di carattere generale corredati da tutele specifiche per i rom”. E che “si riscontrano progressi nel passaggio verso soluzioni abitative diverse”. Inoltre, “in Italia, il numero di persone che vivono in insediamenti segregati è diminuito in misura significativa“.
In particolare, “l’indagine indica che quasi tutti gli obiettivi occupazionali fissati dal quadro strategico dell’Ue per i rom possono essere raggiunti entro il 2030, grazie a significativi progressi registrati in Bulgaria, Ungheria, Italia e Spagna”, si legge. Ed è proprio in Spagna e Italia che si nota “un aspetto degno di nota”, e cioè “l’enfasi posta sull’inclusione digitale e sulle competenze orientate al futuro, con l’obiettivo di favorire l’accesso dei rom ai settori dei servizi e a quello digitale”, scrive la Commissione europea.
Palazzo Berlaymont evidenzia che però che i progressi sono ancora disomogenei e “permangono ostacoli a una vera uguaglianza”. Ad esempio, solo circa un terzo dei giovani Rom completa l’istruzione secondaria superiore e il 31 per cento è ancora vittima di discriminazione etnica. Inoltre, la povertà e l’esclusione sociale sono ben radicate: il 77 per cento dei bambini è a rischio di povertà e il 40 delle famiglie vive “in condizioni di grave deprivazione materiale”. Pertanto, la Commissione ha invitato gli Stati membri a sostenere e intensificare gli sforzi necessari per conseguire gli obiettivi per il 2030 delineati dal Quadro.













