Bruxelles – Oggi (4 novembre) il Consiglio dell’Unione europea ha concordato la propria posizione negoziale sulle nuove norme volte a monitorare e controllare le sostanze chimiche che possono essere impiegate per la fabbricazione di droghe illecite. Il nuovo quadro normativo introduce un insieme unico di regole che ha diversi obiettivi. Innanzitutto, mira a rafforzare le norme, l’applicazione dei controlli doganali e nel mercato interno. A seguire, punta a ridurre le disparità nell’applicazione delle norme tra gli Stati membri. Infine ha lo scopo disemplificare la normativa vigente.
“Dobbiamo impedire che i precursori – cioè le sostanze chimiche che possono essere trasformate per la produzione di stupefacenti – finiscano nelle mani dei criminali senza però penalizzare le aziende e le industrie legittime che fanno affidamento su determinate sostanze chimiche“, ha dichiarato il ministro delle Finanze irlandese, Simon Harris. In un contesto segnato da un “allarmante aumento dei cosiddetti precursori di sintesi”, il mandato odierno “mira a raggiungere entrambi gli obiettivi, attraverso controlli più rigorosi, norme uniformi e una riduzione degli oneri amministrativi”, ha aggiunto.
In base alle nuove regole, i precursori di sintesi saranno chiaramente distinti dalle sostanze utilizzate dall’industria. Di fatto, la nuova normativa, vieta nell’Unione “il commercio, l’uso e il possesso di tali sostanza salvo che per usi molto specifici”. La nuova posizione include anche “un nuovo sistema digitale semplificato per l’importazione dei precursori” che “ridurrà gli oneri amministrativi e i costi per il commercio legittimo”. Tale sistema consentirà inoltre alle autorità doganali e alle forze dell’ordine di individuare e rispondere più rapidamente alle nuove minacce grazie alla segnalazione in tempo reale dei sequestri significativi. Il testo concordato funge da mandato negoziale per la presidenza irlandese del Consiglio UE, che avvierà le discussioni con il Parlamento europeo sulla formulazione definitiva della normativa.


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